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27/10/2010 - Aim, il listino italiano che non decolla

Venerdi’ si e’ quotata in Borsa nel segmento AIM, dedicato alle piccole imprese, Societa’ Editoriale Vita, una societa’ editoriale del non profit. Pubblica una rivista, Vita, ha un sito con circa 600mila accessi unici al mese, ha una societa’ di consulenza che si occupa in particolare di progetti di partnership tra aziende profit e realta’ non profit. Nel primo giorno di quotazione ha messo a segno un rialzo di oltre il 20% creando un caso e attirando nuovamente l’attenzione sull’Aim, il segmento di Borsa Italiana dedicato alle piccole e medie imprese.

L’Aim Italia nasce nel dicembre del 2008 dall’idea dell’Aim inglese, dove sono quotate oltre mille piccole e medie aziende. L’idea dell’Aim italiano e’ quella di ricalcare il successo inglese e di aprire la Borsa alle piccole e medie imprese italiane, vera spina dorsale della nostra economia. A quasi due anni dal debutto questo non e’ mai decollato. Con la quotazione di Vita sono 11 le aziende presenti sul listino. Delle 300 aziende che al suo esordio, cosi’ si legge nel sito della Borsa, hanno chiesto informazioni sulle possibilita’ di quotazione al mercato, ne sono rimaste una manciata.

Eppure l’idea dell’Aim era quella di semplificare l’accesso alla Borsa delle Pmi che non avevano le caratteristiche per sbarcare sul listino principale, ma che avrebbero voluto avere la possibilita’ di accedere a nuovo capitale per crescere. Il freno alle quotazioni arriva dalla scarsa propensione delle piccole e medie imprese, molte delle quali ancora a guida familiare, a sottostare alle regole della Borsa e a condividere le scelte strategiche con degli investitori esterni. Tra l’altro sono solo questi che possono accedere alla mercato dell’Aim, precluso ai risparmiatori retail e anche questo costituisce un freno alla crescita del segmento di Borsa Italia.

Dopo Vita, l’Aim aspetta due nuove quotazioni, Unione Alberghi Italiani, ce ha gia’ avuto l’approvazione per la pre ammissione e First Capital.

Fonte Miaeconomia.it

 
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