 Era a il 20 novembre del 2004 quando l’associazione nazionale fra le imprese di assicurazione (Ania) si disse disponibile a finanziare un’agenzia antifrode da istituire presso il ministero della Giustizia. Un’innovazione che non solo avrebbe consentito il superamento delle difficolta’, che per ragioni di privacy, incontrano le compagnie nella consultazione della banca dati istituita presso l’Isvap, l’istituto che vigila le assicurazioni. Ma che, soprattutto, avrebbe arginato le migliaia di finti sinistri, una delle principali cause del caro-Rc auto.
Un progetto che, tuttavia a quanto pare, si è rilevato di difficilissima attuazione, dal momento che sono servizi ben 6 anni per attivarlo. Partira’, infatti, il primo gennaio del 2011 questa Banca Dati Sinistri, cosi’ come ha annunciato il presidente dell’Isvap Giancarlo Giannini durante un’audizione in Commissione Finanze alla Camere.
Una buona notizia, quindi, per tutti gli automobilisti italiani che sono costretti a sborsare dei costi elevatissimi per assicurare la propria auto. Il fenomeno delle frodi è, infatti, talmente elevato che le compagnie, da anni, denunciano l’impossibilita’ di abbassare i prezzi dell'Rc auto.
Il presidente Giannini ha, comunque, spiegato che risulterebbe riduttivo chiamare questa agenzia come “banca dati”, dal momento che sara’ un sistema automatizzato in grado di schedare tutti i sinistri, secondo nominativi, targhe, testimoni o luoghi.
Nello specifico, bastera’ inserire un solo dato per avere una visione d’insieme sull’incidente che interessa. Ad esempio, si puo' sapere se una persona fisica o giuridica sia stata coinvolta, anche con diversi ruoli (come proprietario o come conducente di veicolo coinvolto) in almeno tre incidenti negli ultimi diciotto mesi, oppure in almeno un sinistro negli ultimi cinque anni nel quale una persona abbia riportato un danno biologico permanente. Analoghe ricerche possono essere effettuate utilizzando la targa.
“Sono fiducioso che il sistema funzionera’, perche’ e’ nell’interesse del mercato - ha detto Giannini - e credo che le compagnie collaboreranno. Non fa piacere garantire l’equilibrio finanziario aumentando le tariffe”.
Al momento sono 50 milioni i sinistri immagazzinati nella banca. Se le compagnie, tuttavia, non inseriscono i dati sugli incidenti incorrono nelle sanzioni dell’Isvap che lo scorso anno, ha riferito il presidente, sono ammontate a complessivi 1,9 milioni di euro.
Infine, va ricordato, che l’Isvap ha avviato delle istruttorie per verificare i casi in cui le polizze hanno prezzi abnormi e non giustificabili. Ad affermarlo è stato sempre il presidente Giannini, spiegando che le tariffe poste sotto osservazione sono “talmente alte da far pensare che siano volte ad eludere l’obbligo a contrarre che hanno le compagnie”.
Fonte Miaeconomia.it |