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14/01/2010 - Allarme per l' industria |
 Il dato, nonostante i segnali di recupero di dicembre, lascia una pesante ombra sull'economia italiana. Il Centro studi di Confindustria, infatti, stima che nella media del 2009 la produzione industriale in Italia si sia ridotta del 17,4% sul 2008.
In questo scenario iIl CsC dice di stimare in dicembre un aumento della produzione industriale dello 0,3% su novembre, quando si era avuto un recupero dello 0,2% su ottobre, secondo i dati diffusi dall’Istat (valori destagionalizzati).
Segnali deboli di ripresa, dunque, che lasciano sotto tensione il mondo del lavoro, anche a seguito di quanto confermato dall'Isae, che comunque a sua volta vede un recupero per il primo trimestre del 2010.
"La previsione dell’Isae di un recupero nel primo trimestre non deve indurre a facili ottimismi perché secondo l’Istat la caduta produttiva è stata molto consistente - commenta la segretaria confederale della Cgil, Susanna Camusso -. Nel confronto tra i primi undici mesi del 2009 e lo stesso periodo dell'anno precedente, infatti, le variazioni sono risultate tutte negative: -26% per i beni intermedi, -22% per i beni strumentali, -9,4% per l'energia e -7,6% per cento per i beni di consumo (-18,3% per i beni durevoli e -4,9% per i beni non durevoli)”.
Questi dati, sottolinea Camusso, “dicono che, insieme alla caduta della produzione, persiste un forte calo degli investimenti, che si protrae da più di un anno. Segnale inequivocabile di come non si stiano effettuando quelle politiche necessarie per traguardare la ripresa ed il cambiamento tecnologico”.
Per la segretaria confederale “siamo di fronte ad una crisi che determina una riduzione della produzione e una contrazione dei consumi mentre non si delinea nel nostro Paese la via di innovazione, ovvero quel salto strategico che caratterizza le grandi crisi industriali”.
Fonte Miaeconomia.it
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