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17/03/2010 - Ancora poco mobili gli assicurati Rc auto

Nel settore assicurativo non solo la fedeltà non paga, ma si rischia di rappresentare anche un salasso per le tasche degli automobilisti. Il mondo delle polizze auto è, infatti, una vera giungla in cui spesso è difficile districarsi. Così la scelta sbagliata o l’attaccamento morboso alla stessa compagnia rischiano alla fine di pesare troppo sul portafogli.

Un limite che ha sempre contraddistinto l’assicurato italiano che sia per l’inesperienza o per la pigrizia non ha mai deciso di sfruttare il fattore concorrenza. L’arma in più che, invece, tre anni (per la precisione il 2 febbraio 2007) è riuscita a irrompere nel mondo assicurativo grazie alle lenzuolate di Bersani.
Il Dl n. 7 del 31/01/2007 ha previsto, infatti, tra le altre cose che si possa disdire la propria polizza prima della scadenza naturale senza oneri o che i neopatentati possano, immatricolando una nuova auto, non partire dall’ultima classe di merito, acquisendo invece quella di un familiare convivente.
Il tutto nel nome del risparmio. I calcoli sono presto fatti: se prima di stipulare o rinnovare l’Rc auto si comparano le offerte delle varie compagnie, si riescono a pagare anche 200 euro in meno.
Notizie e cambiamenti che, tuttavia, gli italiani conoscono bene, ma che poi decidono di non utilizzare a loro favore. Ecco perché in questo caso si può dire che nel BelPaese si predica bene e si razzola male.
Così come emerge dal sondaggio realizzato da Assicurazione.it, principale broker online italiano. Numeri alla mano, ben il 73,5% degli automobilisti sa di poter ottenere la classe di merito di un familiare convivente, e il dato sale addirittura al 75% fra le donne. Mentre il 59,7% degli intervistati sa anche che non esiste alcun vincolo al rinnovo della polizza e che ciascun assicurato è libero di cambiare compagnia senza costi aggiuntivi alla scadenza del periodo di copertura.
“Ma nonostante questo - commenta Alberto Genovese, ceo di Assicurazione.it - a differenza di ciò che accade in altri Paesi europei, “sono ancora pochi gli italiani che cambiano assicurazione al momento della scadenza del contratto”. Tanto che all’atto della stipula del contratto di polizza, alla fine beneficiano del risparmio possibile grazie al Decreto solo il 7,5% degli assicurati.
Una mancanza di mobilità nel settore assicurativo che ha come più diretta conseguenza un esborso maggiore di soldi e a cui ora bisogna aggiungere anche il rincaro standard delle polizze registrato alla fine dello scorso anno.
Secondo i calcoli effettuati dall’Aiba (Associazione Italiana Brokers di Assicurazioni e Riassicurazioni), in collaborazione con Iama Consulting sulla base dei listini applicati dalle compagnie che non tengono conto degli sconti applicati dagli intermediari, nell’ultimo trimestre 2009 l’incremento medio delle tariffe è stato del 7,62%, mentre ammonta a +14,15% l’incremento segnato da marzo a dicembre.
Tradotto in soldoni, significa che il prezzo medio delle polizze Rc Auto a fine 2009 era di 734 euro, contro i 643 euro necessari lo scorso marzo.

Fonte Miaeconomia.it

 

 
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