 Arriva Pasqua e i prezzi delle benzine vedono una accelerazione, la verde benzina verde si trova ormai sui 1,422 euro al litro, il gasolio flirta con 1,25 euro. E per l'ennesima volta si scatena una forte polemica contro i produttori di carburanti, al punto che il governo ha cercato di rassicurare, dicendo che il ministro per lo Sviluppo sarebbe pronto a lanciare una riforma del settore, parlando di novità condivise. Ma il clima non sembra affatto così chiaro.
L'ATTACCO DI FIDERCONSUMATORI E ADUSBEF
Ad esempio Federconsumatori e Adusbef attaccano: "Il costo del petrolio non fa in tempo ad accennare un lieve rialzo sui mercati internazionali, che, alla velocità della luce, i distributori ritoccano al rialzo i prezzi dei carburanti". Le due associazioni dicono che è del tutto inspiegabile come, oggi, il prezzo dei carburanti sia superiore di circa 10 centesimi al prezzo di gennaio 2010 (attestato dal Ministero dello Sviluppo Economico), periodo in cui il costo del petrolio era allo stesso livello di quello odierno.
“Di fronte a tale situazione, a cui assistiamo da tempo, non abbiamo nessun segnale, da parte di chi ha responsabilità di Governo, di voler intervenire per porre fine a questi inaccettabili meccanismi speculativi che, come abbiamo calcolato, comportano un esborso, per costi diretti ed indiretti, di 210 Euro annui per ciascun automobilista”, dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, ai vertici delle due associazioni.
L'UNIONE PETROLIFERA NON CI STA
Ribatte l'Unione petrolifera italiana: il prezzo industriale della benzina, escluse le tasse, è cresciuto di 4,4 centesimi di euro rispetto ad una crescita delle quotazioni internazioni pari a 4,7 centesimi di euro. Altrettanto vale per il gasolio aumentato di 3,7 centesimi rispetto ad un aumento delle quotazioni internazionali di 3,9 centesimi.
Anzi, il differenziale con i Paesi dell’area euro - dice una nota dell'Up -, si è mantenuto tra marzo e gennaio sul valore medio degli ultimi due anni (3,7 centesimi di euro per la benzina e 3,5 per il gasolio) e addirittura sceso a 2,6 per la benzina e 2,7 per il gasolio nell’ultima settimana.
PROPOSTE PER CAMBIARE IL MERCATO
E allora se le cose sono così, perché non accelerare verso un sistema diverso per spazzare via i dubbi e le critiche infondate?. Federconsumatori e Adusbef, ad esempio, propongono al governo la costituzione di un’apposita Commissione per il controllo sulle speculazioni e la completa liberalizzazione del canale di vendita dei carburanti, con l’apertura attraverso la grande distribuzione, che, nel nostro Paese, ha un mercato ancora troppo marginale.
Non solo, per rendere il mercato più trasparente, si chiede di eliminare il distacco tra i costi industriali dei carburanti in Italia e in Europa; eliminare dai prezzi i millesimi, che spesso sono visti come fuorvianti. , dannosa e fuorviante ai fini di una reale comparazione tra i prezzi applicati delle diverse compagnie e dai diversi distributori. Anche lo stato potrebbe fare la sua parte, lanciando ad esempio la definizione di un’accisa mobile, "che sappia compensare le variazioni in aumento dell’IVA, almeno per calmierare la tassazione complessiva e quindi il prezzo del carburante".
Fonte miaeconomia.it |