Cessione del quinto

,

delega di pagamento

,

finanziamento


Fai la tua scelta...puoi fidarti
informativa sulla privacy
INFORMATIVA SULLA PRIVACY
Seguendo una politica di trasparenza e correttezza, e nel rispetto dell'articolo 10 della legge 31 Dicembre 1996, n. 675, relativa alla tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali, FINCOMPANY La informa che i dati da Lei forniti potranno essere oggetto di trattamento, sempre e comunque, avendo riguardo agli obblighi di Legge sopra citati.
In base all'articolo 1, comma 2, lettera B, della legge 675/1996 per trattamento deve intendersi: "qualunque operazione o complesso di operazioni, svolti con o senza l'ausilio di mezzi elettronici o comunque automatizzati, concernenti la raccolta, la registrazione, l'organizzazione, la conservazione, l'elaborazione, la modificazione, la selezione, l'estrazione, il raffronto, l'utilizzo, l'interconnessione, il blocco, la comunicazione, la diffusione, la cancellazione e la distruzione dei dati".

Contatta Fincompany S.p.A.
Tel. 081.2253111
Fax 081.281053

info@fin-company.it

Cerca nel sito:
Google:Yahoo:MSN:
 
  Questo sito é segnalato su
  Aggregatore
  Notizie del Giorno
  Notizie del Giorno
  Yourpage live news aggregator

Cessione del quinto
dello stipendio

news
 
 

18/01/2010 - Anno nuovo, massimo scoperto vecchio

Banche-associazioni dei consumatori: la guerra continua. Ennesimo atto, la commissione di massimo scoperto che resta un fronte caldo tra innumerevoli botte e risposte a breve giro. E l’ultimo atto è andato in scena ieri, con una aut-aut presentato da Adiconsum, Adoc e Lega Consumatori che chiederanno “al Parlamento l’approvazione di un emendamento che elimini la doppia commissione applicata dalle banche che non hanno mai rispettano la nuova normativa (legge 2/2009, articolo 2-bis).

Per le tre associazioni il comportamento degli istituti bancari “non solo è ingiustificato, ma arbitrario, perché le nuove commissioni non esistono nel contratto”. E, così, nonostante il Testo Unico Bancario (TUB) ne impedisca l’introduzione unilaterale, “le banche hanno poi comunque inserito una doppia commissione raggirando la legge”.
La normativa, ricordano in particolare Adiconsum, Adoc e Lega consumatori, “ha infatti regolamentato le commissioni di massimo scoperto caricate dalle banche sulle imprese e sui cittadini quando superano lo scoperto autorizzato o vanno occasionalmente in rosso”. Ma “ancora un volta, come era già successo con i mutui, a una legge del Parlamento le banche hanno risposto violando i vincoli con nuove e più costose commissioni che, come segnalato anche nelle scorse settimane dall’Antitrust, “possono essere fino a 15 volte più costose”.
Diversi e più svariati i nomi dei nuovi costi applicati ai conti, sostitutivi del massimo scoperto: si va dalle commissioni per istruttoria urgente al corrispettivo sull’accordato, dalla commissione per messa a disposizione di fondi al recupero spese per affidamenti, passando per l’indennità per sconfinamenti.
E, così, per evitare il perpetrarsi di questi comportamenti commerciali scorretti, le associazioni dei consumatori invitano imprese e cittadini a presentare reclamo scritto alla propria banca per chiedere la restituzione di quanto già pagato e la non applicazione, in futuro, di commissioni non previste dal contratto.
In caso di risposta negativa o di mancata risposta, possono invece presentare ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario, recentemente istituito dalla Banca d’Italia.
E proprio a commento di questo invito è intervenuta nuovamente l’Antitrust secondo cui la decisione dei consumatori di rivolgersi al nuovo istituto di Bankitalia, ancora prima della class action, è “un’ottima idea”,
“Dalla nostra istruttoria è emerso che in materia - ha detto il garante, Antonio Catricalà - le banche non hanno fatto illeciti, o quanto meno noi non abbiamo avuto la prova di questo illecito. Però quello che la legge voleva, e cioè un sostanziale calo di questo costo per i risparmiatori, non si è ottenuto. E anzi si sono avuti in ben 5 casi su 7 degli aumenti, in un caso una riduzione in un caso un pareggio”.
Secondo Catricalà, quindi, è positivo che le associazioni dei consumatori non facciano subito ricorso alla class action contro le banche per la commissione di massimo scoperto, ma abbiano deciso di rivolgersi all’Arbitro Bancario e Finanziario.
Fonte Miaeconomia.it
 
Bookmark and Share
» Torna indietro