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14/07/2010 - Attenti al carrello in vacanza

In ferie in tenda o in affitto per risparmiare sui costi, ma all'acquisto di cibo e altri beni alla fine si arriva a spendere fino all'88% in più che a casa. E addio ai risparmi.

E' quanto rivela l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, che ha monitorato le località turistiche che subiscono ogni anno notevoli aumenti dei prezzi. I risultati dell'inchiesta sono sconcertanti e si sono concentrati su una serie di prodotti, a cominciare dai 10 beni alimentari ritenuti indispensabili per le tavole italiane.

Il top del rincaro spetta all'acqua minerale da 1,5 litri, che nei centri turistici costa (a fare la spesa), seuito a ruota dallo zucchero (+62%) e poi a distanza dalla pasta (+45%) e dal sale (+43%). La cosa evidente - rivela la indagine Federconsumatori - che su tutti i 10 beni necessari non risulta un'occasione in cui i prezzi "vacanzieri" siano migliori.

Un disastro anche per chi ha bisogno di prodotti da campeggio, una ricarica del gas per fornello costa il 50% in più in vacanza che a casa, i bicchieri di carta un buon 40% in più, lo stesso fornello da campeggio un 39% in più. Anche i prodotti per l’igiene della persona non restano “indifferenti” all'effetto vacanza con aumenti che sfiorano oltre il 40%.

Per questo motivo Federconsumatori (con Adusbef) consigliano di stilare una lista di prodotti per non dimenticare quello che serve, di effettuare i propri acquisti prima di partire, o comunque, specialmente per i prodotti freschi che non è possibile trasportare, di andare a fare la spesa al di fuori dei centri turistici o nei farmers market locali, dove acquistare frutta e verdura direttamente dal produttore.

Fonte Miaeconomia.it

 

 
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