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29/10/2010 - C' e' chi paga per prestare soldi

Un altro dei principi piu' scontati dell'economia e' stato violato: ormai c'e' chi presta denaro con un tasso di interesse negativo. E' accaduto in una delle ultime aste di titoli di stato Usa. L'agenzia governativa che gestisce il collocamento di obbligazioni pubbliche ha dichiarato che all'inizio dell'ultima settimana di ottobre 2010 sono stati vendute 10 miliardi di dollari di Treasury a 5 anni al tasso di interesse del -0,55%.

Sarebbe come andare in banca, chiedere un prestito e ottenere perfino di farsi versare gli interessi sulla cifra. E' una cosa mai accaduta nella storia americana - almeno a un primo ricordo - e che sulla carta non sembra avere senso per i risparmiatori e gli investitori che hanno comprato questi bond.

Ma attenzione, perche' questi bond - denominati Tips - hanno una caratteristica particolare: sono legati all'inflazione, per cui e' vero che il tasso e' negativo ma chi ha comprato ha fatto un investimento protetto da una impennata del costo della vita che crede possa crescere in modo sensibile. Non e' una questione di poco conto.

Chi compra i bond deve fare i conti con l'inflazione che svaluta il valore assoluto del rendimento, tanto che chi ha venduto bond puo' solo brindare se l'inflazione corre, perche' ne svaluta il peso. Per questo motivo sono nati bond governativi protetti che pero', per questo motivo, impongono un prezzo che protegge lo stato che li emette, che comunque si prende un rischio perche' l'aumento dell'inflazione va pagato.

Nel caso statunitense la banca centrale Usa, la Fed, vede in arrivo una possibile ondata inflattiva da qui l'emissione di Treasury che partono da un rendimento negativo, almeno per avere un margine sul breve periodo anticipando la prima ripartenza dei prezzi.

E tutti sono contenti. Lo stato ottiene soldi con rendimenti perfino negativi sul breve-medio termine, gli investitori si sentono protetti davanti all'impressione che l'inflazione possa riprendere a correre. Almeno in teoria, perche' se la corsa dei prezzi dovesse prendere un ritmo pesante, allora nel medio-lungo il governo Usa si trovera' ancora una volta in difficolta'.

Fonte Miaeconomia.it

 
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