Cessione del quinto

,

delega di pagamento

,

finanziamento


Fai la tua scelta...puoi fidarti
informativa sulla privacy
INFORMATIVA SULLA PRIVACY
Seguendo una politica di trasparenza e correttezza, e nel rispetto dell'articolo 10 della legge 31 Dicembre 1996, n. 675, relativa alla tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali, FINCOMPANY La informa che i dati da Lei forniti potranno essere oggetto di trattamento, sempre e comunque, avendo riguardo agli obblighi di Legge sopra citati.
In base all'articolo 1, comma 2, lettera B, della legge 675/1996 per trattamento deve intendersi: "qualunque operazione o complesso di operazioni, svolti con o senza l'ausilio di mezzi elettronici o comunque automatizzati, concernenti la raccolta, la registrazione, l'organizzazione, la conservazione, l'elaborazione, la modificazione, la selezione, l'estrazione, il raffronto, l'utilizzo, l'interconnessione, il blocco, la comunicazione, la diffusione, la cancellazione e la distruzione dei dati".

Contatta Fincompany S.p.A.
Tel. 081.2253111
Fax 081.281053

info@fin-company.it

Cerca nel sito:
Google:Yahoo:MSN:
 
  Questo sito é segnalato su
  Aggregatore
  Notizie del Giorno
  Notizie del Giorno
  Yourpage live news aggregator

Cessione del quinto
dello stipendio

news
 
 

11/10/2010 - Conto corrente sotto la lente

Bastone e carota. Questo e’ da anni il rapporto tra i correntisti e gli istituti di credito. Cosi’, dopo aver gioito la scorsa settimana alla notizia che le commissioni su Pagobancomat, Bancomat e domiciliazione delle bollette costeranno meno fra banca e banca e, di conseguenza, anche per i clienti, oggi arriva invece la brutta notizia: l’Italia e’ il Paese dell’Unione Europa dove si paga piu’ un conto corrente bancario.
E non va meglio se si rapporta il valore in euro del servizio alla capacita’ di spesa reale dei cittadini: la Penisola va indietro solo di una posizione, piazzandosi al secondo posto, ma il differenziale si aggrava rispetto a paesi come Francia, Gran Bretagna, Germania e Spagna.
A metterlo nero su bianco e’ l’associazione Adusbef che ha analizzato e confrontato i dati contenuti in uno studio condotto dal commissario europeo ai Servizi finanziari, Michel Barnier.
Numeri alla mano, un correntista italiano ogni anno deve sborsare 295 euro per la tenuta del servizio, contro i 211,56 euro richiesti dalle banche spagnole e i 164 euro di quelle lettoni. Al quarto posto si piazza la Francia, dove si pagano 152 euro l’anno.
Spietato, quindi, il confronto con la Bulgaria e l’Olanda, dove la gestione del conto corrente costa rispettivamente solo 43,57 euro e 45,87 euro all’anno.
Ma, non limitandosi a un’analisi che considera solo il livello in euro del costo del servizio, l’Adusbef ha voluto rapportare anche il peso alla situazione finanziaria media dei cittadini di ogni Paese, tenendo conto della capacita’ di spesa pro capite.
In particolare, in base a queste elaborazioni, emerge che in Spagna si spende in meno il 29% (28% in termini nominali), in Francia il 51% (48% in termini nominali), in Germania il 70% (66% in termini nominali), e in Gran Bretagna il 77% (74% in termini nominali).
Cosi’, nella comparazione dei costi nominali l’italiano paga un conto corrente il doppio di un austriaco (vale a dire 295,66 contro 144,6 euro). Mentre nella comparazione reale, l’italiano paga due volte e mezzo in piu’ (cioe’ 295,66 contro 118,52 euro.
Uno scandalo, questo del caro corrente italiano, che secondo l’Adusbef “dipende dagli omessi controlli della Banca d’Italia che si preoccupa esclusivamente della stabilita’ del sistema bancario, arrecando cosi’ grave danno a diritti e interessi di consumatori, famiglie, piccole e medie imprese”.
Eppure va detto che, proprio grazie alle recenti disposizioni previste da Bankitalia nell’ambito della normativa sulla trasparenza, per quanti decidessero di risparmiare sulla gestione del conto, il prodotto piu’ conveniente e’ a portata di mano: le informazioni per il cliente si sono arricchite, infatti, dell’Isc, vale a dire l’indicatore sintetico di costo che, con una sola cifra espressa in euro, sintetizza tutte le spese necessarie per gestirlo.
Si tratta, nello specifico, di un valore ottenuto sommando i costi annuali, i fissi e i variabili e che cambia a seconda dei diversi servizi legati al conto, come l’accredito dello stipendio, il fido, la carta di credito o il mutuo per casa.
Il parametro, che si trova nel foglio informativo che ogni banca e’ obbligata a fornire al correntista, facilita inoltre anche la comparazione con i profili tipo di conto corrente definiti da Bankitalia. Cosi’, in caso di differenza importante tra le due spese, il cliente potra’ meglio valutare se cambiare prodotto, scegliendo un conto piu’ adatto e meno costoso.

Fonte Miaeconomia.it

 

 
Bookmark and Share
» Torna indietro