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22/11/2010 - Cosi' ti rubo l' identita'

Ogni giorno in Italia sono decine le frodi creditizie commesse. Ma non riguardano solamente la clonazione della carta di credito, la sottrazione dei dati bancari attraverso l’invio di email truffaldine (il phishing) o quella delle credenziali di accesso all’Internet banking.
Puo’, infatti, accadere che un truffatore che vuole acquistare un bene a rate si rechi presso un negozio utilizzando i dati anagrafici di un’altra persona, dichiarando i propri dati anagrafici falsi e indirizzo vero per farla pervenire direttamente a casa propria.
Queste truffe, che colpiscono migliaia di italiani, si realizzano infatti anche attraverso la sottrazione dei dati personali sfruttando i sistemi di pagamento online che consentono di rubare le credenziali di posta elettronica o i dati identificativi personali, il tutto per acquistare prodotti o sottoscrivere servizi con l’identita’ di un’altra persona e la chiara intenzione premeditata di non rimborsare il finanziamento e non pagare mai il bene.
Un fenomeno allarmante che si sta sviluppando di pari passo con la crescita del credito al consumo e che, di fatto, e’ relativamente semplice. I dati necessari sono, infatti, facili da recuperare (nome, cognome, luogo e data di nascita, codice fiscale) e grazie a strumenti tecnologici evoluti i criminali riescono a creare nuovi documenti identificativi, difficilmente distinguibili da quelli veri.
E da qui la truffa e’ fatta. I malviventi, infatti, possono richiedere un prestito utilizzando illecitamente i dati identificativi di ignare vittime, sfruttando documenti rubati o creando anche delle false identita’.
Tanto che dall’analisi dell’Osservatorio di Crif, nel primo semestre 2010, sono stati rilevati circa 11mila casi di frodi creditizie, vale a dire il +9% in piu' rispetto all’anno precedente per un importo complessivo pari a 92,15 milioni di euro (+7% sul 2009).
Il che equivale a dire che ogni giorno si registrano mediamente oltre 60 tentativi fraudolenti, la maggior parte dei quali si conclude con successo.
E a rendere ancora piu’ allarmante questo tipo di frode sono i tempi di detection, ovvero i tempi necessari per scoprire che i propri dati personali sono stati carpiti e utilizzati per mettere a segno una frode creditizia. Secondo i dati raccolti da Crif, solo in un quinto dei casi la frode viene scoperta entro sei mesi, in un altro 20% dei casi la scoperta avviene nel semestre successivo. E nel 15% dei casi trascorrono addirittura 2-3 anni per scoprire il furto d’identita’.
Dal punto di vista territoriale, la ripartizione percentuale delle frodi per Regione mostra una maggiore incidenza in Lombardia, Campania, Lazio e Sicilia. In particolare, aumenta molto la quota di frodi in Emilia, Toscana e Veneto.
Per quanto riguarda, invece, i beni piu’ spesso oggetto di frode in testa ci sono le automobili e le moto (53%), i prodotti high-tech come l’elettronica, l’informatica e la telefonia (17%), l’arredamento (9%) e gli elettrodomestici (8%).
Secondo Crif lo sviluppo di questo fenomeno criminale negli ultimi anni va ricondotto anche alla rapida crescita nell’uso di Internet (oggi oltre il 51,7% degli italiani si connette alla rete), con impatti diretti sulle dinamiche di socializzazione, sui comportamenti di acquisto e, soprattutto, sulla circolazione dei dati personali.

Fonte Miaeconomia.it

 
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