 Il consiglio direttivo della Banca centrale europea, al termine della riunione mensile, ha lasciato ancorato all’1% il tasso di riferimento principale in Eurolandia. Lasciati invariati anche il tasso marginale all’1,75% e quello sui depositi allo 0,25%.
Si e’ trattato di una previsione scontata sia perche’ ampiamente diffusa, sia perche’ i mercati l’avevano gia’ messa in conto. E’, infatti, dal maggio del 2009 che l’Eurotower non mette mano alla leva monetaria (allora aveva tagliato il costo del denaro di un quarto punto), spiegando a piu’ riprese che “i tassi nell’area euro sono adeguati e che gli ultimi dati suggeriscono che l’economia rimane in ripresa pur se moderata”.
Una quadro emerso anche oggi durante la conferenza stampa tenuta a Francoforte dal presidente della Bce, Jean Claude Trichet.
Un incontro che, va ricordato, si e’ inserito nell’agenza politico-economica gia’ piena delle tensioni dei mercati che da settimane si sono reinnescate sui rischi di debito di diversi Paesi, fino a portare a un nuovo piano di aiuti disposti dall’Unione europea e dal Fondo monetario internazionale per salvare l’Irlanda.
“E’ necessario riportare la fiducia nelle finanze pubbliche dell’Eurozona, perche’ c’e’ preoccupazione sulla sostenibilita’ in alcuni casi, ha detto il numero uno dell’Eurotower”. Trichet ha, quindi, ricordato i timori su “alcuni bilanci pubblici e sulla capacita’ di alcuni paesi di contrastare le pressioni dei mercati con possibili ripercussioni sull’Eurozona”.
Per quanto riguarda l’Irlanda, il presidente della Bce ha detto che il piano adottato “contribuira’ ad un ritorno della fiducia e alla stabilita’ finanziaria nella zona euro”. Il Consiglio direttivo della banca europea “e’ soddisfatto dalle decisioni prese dal governo irlandese. Il programma comprende le misure necessarie per stabilizzare e contribuire ad un miglioramento dell’economia di Dublino”.
Trichet ha, quindi, annunciato che la banca centrale continuera’ ad offrire liquidita’ alle banche tramite operazioni di finanziamento full allotment, vale a dire a rubinetto, e a tasso fisso sulle scadenze a una settimana e un mese, fino al terzo periodo di mantenimento del 2011.
Ancora rimanda, quindi, l’exit strategy almeno fino alla primavera.
Fonte Miaeconomia.it |