 Le tante difficolta’ degli italiani nel ripagare le rate dei prestiti sono emerse prepotentemente dei dati Bankitalia pubblicati in questi giorni. Tra incagli, vale a dire alcune rate saltate, e sofferenze (crediti che difficilmente le banche riusciranno a riottenere) il sistema creditizio italiano ha dato il primo segnale di cedimento.
Un fenomeno prima di oggi sconosciuto al BelPaese, dove il livello di indebitamento e’ stato infatti sempre basso a causa dell’indole da formichina delle famiglie.
Ma poi la passione nel pagare a rate non solo la macchina nuova ma anche le vacanze ha fatto aumentare l’incidenza della rata sul reddito disponibile. Cosi’ i nuclei che non riescono a rispettare gli impegni sono cresciuti inevitabilmente.
La causa di questa situazione che si e’ venuta a creare, tuonano le associazioni dei consumatori, sta nella troppa facilita’ con cui banche o finanziarie hanno concesso i prestiti senza nessuna regolamentazione o tutela nei confronti di persone che hanno un livello bassissimo o nullo di alfabetizzazione finanziaria e che quindi tra moduli e clausole si possono confondere piu’ facilmente.
Una situazione che, ora, dovrebbe invece cambiare a vantaggio dei consumatori grazie alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto 141 del 13 agosto, con cui l’Italia allinea la tutela dei cittadini che optano per il credito al consumo alle norme europee della direttiva 48/2008.
Questo provvedimento, nato infatti per favorire un mercato unico dei prodotti finanziari, potra’ garantire piu’ trasparenza e tutela ai clienti che sottoscrivono prestiti personali.
In particolare, tra le novita’ ci sono il diritto di recesso del finanziamento entro 14 giorni senza dover fornire motivazioni o pagare penalita’, la valutazione delle reali possibilita’ di indebitamento del consumatore e la possibilita’ di svincolarsi dal contratto e ottenere il rimborso delle rate gia’ pagate in caso di inadempimento del fornitore.
Alt anche alle pubblicita’ nascoste tra le righe, indicate con caratteri minuscoli, coerentemente con i precedenti richiami di Banca d’Italia agli istituti di credito a redigere i fogli informativi in modo chiaro, trasparente e di facile comprensione, con riferimento in particolare alle spese da sostenere per ottenere il prestito.
Ma per la piena operativita’ del provvedimento si dovra’ comunque attendere il 2011, dal momento che Bankitalia ha tempo 120 giorni per emanare la normativa di dettaglio e gli intermediari altri 90 giorni per recepirla.
Fonte Miaeconomia.it
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