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02/12/2009 - Crisi Dubai, a rischio anche aziende europee

Sembra finito l’effetto Dubai World. La crisi che ha mandato le Borse a picco giovedi’ scorso appare superato, o almeno cosi' risulta stando al rialzo dei mercati europei che anche ieri hanno rimbalzato di quasi il 2%. Anche Londra e’ salita con decisione, nonostante sia la Piazza con le banche maggiormente coinvolte nel default del fondo pubblico arabo.

Royal Bank of Scotland (Rbs), partecipata dal Governo inglese, e’ quella che piu’ ha garantito il debito acceso da Dubai World, con una esposizione complessiva che secondo Jp Morgan sarebbe di 2,3 miliardi di dollari, dei circa 90-100 miliardi di debiti complessivi stimati da Moody's dell'Emirato e delle sue aziende. Di questi 17 miliardi sono del colosso bancario inglese Hsbc. Secondo un rapporto di Rbs, il debito degli Emirati Arabi in portafoglio a banche britanniche ammonterebbe a 50 miliardi di dollari circa.

Ma non ci sono solo debiti in cash ad agitare i sonni degli operatori coinvolti nella ristrutturazione del debito di Dubai World, che ammonterebbe a 26 miliardi. Nei portafogli dei Fondi del Dubai ci sono anche rilevanti partecipazioni nel capitale di aziende internazionali. Per esempio, il 20,6% del capitale della Borsa di Londra, il London Stock Exchange, inclusa la Borsa Italiana che fa parte dell’Lse, e’ in mano alla Borsa del Dubai. Non solo, la Borsa del Dubai detiene anche il 20% del listino elettronico Usa Nasdaq. E sempre in mano alla Dubai International Company e’ il 3% del gruppo aerospaziale Eads e la compagnia aerea Emirates e’ il primo committente degli Airbus A380.

Adesso il rischio e’ che il Dubai, per ristrutturare il debito possa iniziare a vendere le partecipazioni che ha in giro per il mondo, creando un effetto depressione sui titoli delle aziende coinvolte. Ma anche che possa rinunciare a importanti commesse, creando un alleggerimento del fatturato verso tutte quelle aziende coinvolte nel business con gli Emirati Arabi

Fonte Miaeconomia.it

 

 
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