Cessione del quinto

,

delega di pagamento

,

finanziamento


Fai la tua scelta...puoi fidarti
informativa sulla privacy
INFORMATIVA SULLA PRIVACY
Seguendo una politica di trasparenza e correttezza, e nel rispetto dell'articolo 10 della legge 31 Dicembre 1996, n. 675, relativa alla tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali, FINCOMPANY La informa che i dati da Lei forniti potranno essere oggetto di trattamento, sempre e comunque, avendo riguardo agli obblighi di Legge sopra citati.
In base all'articolo 1, comma 2, lettera B, della legge 675/1996 per trattamento deve intendersi: "qualunque operazione o complesso di operazioni, svolti con o senza l'ausilio di mezzi elettronici o comunque automatizzati, concernenti la raccolta, la registrazione, l'organizzazione, la conservazione, l'elaborazione, la modificazione, la selezione, l'estrazione, il raffronto, l'utilizzo, l'interconnessione, il blocco, la comunicazione, la diffusione, la cancellazione e la distruzione dei dati".

Contatta Fincompany S.p.A.
Tel. 081.2253111
Fax 081.281053

info@fin-company.it

Cerca nel sito:
Google:Yahoo:MSN:
 
  Questo sito é segnalato su
  Aggregatore
  Notizie del Giorno
  Notizie del Giorno
  Yourpage live news aggregator

Cessione del quinto
dello stipendio

news
 
 

08/12/2010 - Dal 1994 ad oggi l'Rc e' aumentata del 174 per cento

Chiaro, inequivocabile e sempre a due cifre. Stiamo parlando dell’aumento del premio medio per l’Rc auto pagato dagli automobilisti italiani solo nell’ultimo anno: +18%. Un percentuale che rappresenta senza dubbio una delle maggiori spese sul bilancio familiare.
Ma se si considerano gli aumenti registrati dal 1994 al 2010, il dato che emerge è spietato: +173%.

Un problema, questo del caro Rc auto, che già lo scorso mese ha portato il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, a rivelare l’intenzione di avviare un’istruttoria nei confronti delle compagnie assicurative per mancanza di trasparenza.

Secondo Catricalà, “nonostante l’inizio della liberalizzazione sia stato decretato, in attuazione del diritto comunitario, fin dal 1994 non si e’ però mai attivato un efficace processo concorrenziale e conseguentemente non si e’ avuto un riflesso positivo sul contenimento dei prezzi”.

In particolare, nel mirino del garante sono finite le “cointeressenze che si esprimono in un numero rilevante di partecipazioni incrociate e nella moltiplicazione degli incarichi di direzione per le stesse persone fisiche che si trovano negli organi di direzione di imprese che dovrebbero essere tra loro concorrenti”. Legami che, ha aggiunto, coinvolgono imprese che rappresentano l’87% dell’attivo totale del settore.
Una realtà che secondo il presidente dell’Antitrust, “ha trovato riscontro in numerose denunce presentate all’Autorità dai consumatori e dalla loro associazioni, tanto che gli aumenti avrebbero superato il 20-30%”.

Giusto per dare qualche cifra, l’Adoc ha pubblicato le tariffe assicurative medie pagate ogni anno in Europa. In particolare, in Italia l’Rc auto costa 407 euro, contro i 172 euro pagati dai francesi e i 222 euro dai tedeschi.

Un quadro, insomma, dalle tinte molto fosche che da anni le associazioni dei consumatori cercano di combattere. Adusbef e Federconsumatori si sono unite, inoltre, anche sul fronte di una nuova pratica vessatoria, messa in atto da alcune compagnie soprattutto nel Sud Italia, dove l’assicurazione disdice la polizza al cliente e poi ne accetta il reintegro facendogli firmare una Rc auto ex novo, come se si trattasse di un nuovo cliente e con relativi oneri. Pena l’impossibilità da parte dell’automobilista di contrarre una polizza auto, obbligatoria per legge.

Una situazione, questa “dell’inaccettabile ed inarrestabile aumento delle tariffe Rc auto” che preoccupa sempre più anche il Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazione, che conferma i rincari registrati dalle associazioni dei consumatori.

“Si tratta di costi insostenibili per le famiglie italiane - spiega Giovanni Metti, presidente dello Sna - come dimostra anche la comparazione del premio medio in Italia, che è praticamente doppio rispetto a quello pagato in Germania, Francia e Spagna. E proprio per questa ragione il sindacato si pone, oggi più che mai, al fianco dei consumatori, con l’obiettivo di dare vita ad un mercato sostenibile, caratterizzato da tariffe eque ed accettabili per le famiglie e le imprese”.

Si tratta, infatti, di un peso che ricade anche sugli agenti di assicurazione, costretti a misurarsi con un mercato “iniquo e ingessato, che non lascia spazi di crescita e rischia di tagliare molti posti di lavoro”, denuncia il sindacato nazionale degli agenti assicurativi.

Ecco perché lo Sna chiede innanzitutto l’istituzione di un Comitato nazionale contro le frodi assicurative e, attraverso anche una petizione rivolta al Presidente della Camera, di consentire una vera liberalizzazione del mercato, consentendo anche l’ingresso di compagnie estere.

Fonte Miaeconomia.it

 
Bookmark and Share
» Torna indietro