Cessione del quinto

,

delega di pagamento

,

finanziamento


Fai la tua scelta...puoi fidarti
informativa sulla privacy
INFORMATIVA SULLA PRIVACY
Seguendo una politica di trasparenza e correttezza, e nel rispetto dell'articolo 10 della legge 31 Dicembre 1996, n. 675, relativa alla tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali, FINCOMPANY La informa che i dati da Lei forniti potranno essere oggetto di trattamento, sempre e comunque, avendo riguardo agli obblighi di Legge sopra citati.
In base all'articolo 1, comma 2, lettera B, della legge 675/1996 per trattamento deve intendersi: "qualunque operazione o complesso di operazioni, svolti con o senza l'ausilio di mezzi elettronici o comunque automatizzati, concernenti la raccolta, la registrazione, l'organizzazione, la conservazione, l'elaborazione, la modificazione, la selezione, l'estrazione, il raffronto, l'utilizzo, l'interconnessione, il blocco, la comunicazione, la diffusione, la cancellazione e la distruzione dei dati".

Contatta Fincompany S.p.A.
Tel. 081.2253111
Fax 081.281053

info@fin-company.it

Cerca nel sito:
Google:Yahoo:MSN:
 
  Questo sito é segnalato su
  Aggregatore
  Notizie del Giorno
  Notizie del Giorno
  Yourpage live news aggregator

Cessione del quinto
dello stipendio

news
 
 

20/01/2011 - Dopo Mirafiori Federmeccanica apre sul contratto aziendale

I contratti di lavoro separati a Mirafiori e a Pomigliano cominciano ad avere riflessi su tutto il sistema dell’industria meccanica. Ieri la Federazione delle aziende di settore ha proposto di dare maggiore rilievo alla contrattazione aziendale a scapito di quella nazionale, e questo può essere visto da due angolazioni opposte: come una spinta a frammentare ancora di più il comparto (e così l’hanno interpretata ieri, in negativo, i sindacati, e non solo la Cgil) oppure, esattamente al contrario, come una mossa a suo modo aggregante, volta a prevenire ulteriori uscite di aziende sul modello della Fiat, offrendo alle imprese un’alternativa di flessibilità contrattuale ma nell’ambito del sistema - dove anche la Fiat potrebbe rientrare. In concreto Federmeccanica propone che i contratti aziendali sostituiscano, quando c’è accordo, quello nazionale. Il Consiglio direttivo, riunitosi a Milano, «prende in considerazione l’ipotesi di alternatività fra contratto specifico per determinate situazioni aziendali e contratto nazionale, fermi restando, eventualmente, alcuni contenuti minimi comuni». Così la Federmeccanica non si sbriciolerà? No, secondo la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, che cita l’esempio della Germania: «Lì questo avviene dal 2005, ma solo il 7% delle imprese ha esclusivamente il contratto aziendale». Anche in Italia, è il ragionamento, l’opzione del contratto solo aziendale sarebbe adatta a qualche centinaio di imprese di una certa dimensione, sulle migliaia iscritte a Federmeccanica. La Marcegaglia ritiene anche che l’ad della Fiat, Sergio Marchionne, farà rientrare in Confindustria le «newco» di Mirafiori e Pomigliano quando ci sarà un contratto per il settore auto. «Do per buone le sue parole a New York», fermo restando che «l’adesione a Confindustria è volontaria. La strada per rientrare può essere quella che propone Federmeccanica».

Per Alberto Bombassei, vicepresidente di Confindustria, la proposta di Federmeccanica «è di buonsenso». Secondo il ministro del Lavoro Sacconi, la preferenza fra i due livelli «è materia delle parti» ma il contratto aziendale «è equiordinato a quello nazionale, che non sparisce», ma è «cedevole» rispetto a quello aziendale. Comunque gli accordi su Mirafiori e Pomigliano, dice Sacconi, faranno da «termine di riferimento per il contratto dell’auto», su cui si torna a trattare il 24 gennaio. La proposta di Federmeccanica viene bocciata dal leader della Cisl Raffaele Bonanni: «Abbiamo un contratto nazionale che vale ancora due anni, nessuno metta il carro davanti ai buoi», dice Bonanni.

Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, dice che «se fosse vero quanto ho letto, Federmeccanica sbaglia per la quarta volta, dopo il contratto separato, le deroghe e l’idea di inventarsi un altro contratto». Molto critico su Confindustria l’ex presidente di Federmeccanica Calearo: «Sulla Fiat il vertice confindustriale ha voluto gestire, fallendo, una partita che spettava a chi da sempre si occupa di questa materia, cioè Federmeccanica. Il problema di una parte, ossia la Fiat, è stato fatto tramutare in un problema di sistema. Tutte le grandi aziende seguiranno ben presto il metodo Marchionne. Il contratto nazionale non avrà più senso».
Fonte lastampa.it
 
Bookmark and Share
» Torna indietro