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Cessione del quinto dello stipendio news
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10/09/2009 - E' boom della cessione del quinto |
 Banche e finanziarie stanno spingendo i clienti verso forme di finanziamento che offrono maggiori garanzie: la cessione del quinto dello stipendio, ovvero un prestito personale concesso dal proprio datore di lavoro e da estinguersi con la cessione di quote dello stipendio. Vediamo come funziona
La crisi finanziaria c'e', si vede e soprattutto si sente a fine mese quando le famiglie non ce la fanno piu' a pagare le bollette, le rate del mutuo e a fare la spesa di tutti i giorni. Cosa fare quindi?
Volantini, depliant e annunci pubblicitari propongono una soluzione che sembrerebbe risolvere, o comunque facilitare, questa situazione: la cessione del quinto dello stipendio, vale a dire un prestito finalizzato, il cui rimborso avviene con trattenuta di importo pari alla rata prevista dal piano di ammortamento del prestito. Una possibilita' data anche a coloro che in passato hanno subito un protesto o un pignoramento e che per questo faticherebbero ad aprire nuovi canali di finanziamento. I lavoratori, infatti, non devono preoccuparsi di rimborsare personalmente la rata in quanto sara' il loro datore di lavoro a provvedere a restituire la rata mensile, addebitandola direttamente in busta paga. La cessione del quinto e' comunque destinata alla categoria dei lavoratori dipendenti dello Stato, del comparto para-statale e delle aziende private. E da qualche anno anche i pensionati. Non si tratta quindi piu' di una nicchia di clienti. La riforma del settore, intrapresa con la Finanziaria del 2005 e dai successivi interventi normativi, ha cosi' fatto si' che questo prestito sia diventato addirittura il piu' gettonato tra le diverse forme di finanziamento alle famiglie. Nella specie, la nuova legge sulla cessione ha eliminato innanzitutto il requisito della anzianita' minima, innalzando anche il periodo di ammortamento per tutti a dieci anni, mentre con la vecchia legge variava in funzione della anzianita' di servizio. Una novita' che consente al settore di crescere a due cifre. E i numeri parlano chiaro. A fronte di una flessione nel mercato del credito al consumo che si e' attestato, fino ad aprile 2009, intorno all'11%, nei primi tre mesi del 2009 c'e' stata invece una crescita boom del quinto: per l'Osservatorio Assofin ha, infatti, rilevato un aumento del 25%. Del resto e' la nuova strada battuta soprattutto dagli istituti di credito che erogano piu' facilmente il prestito perché hanno come garanzia un'entrata fissa: lo stipendio del richiedente. La garanzia del prestito risiede, infatti, esclusivamente nella stabilita' del posto di lavoro: la rata viene pagata finché c'e' una busta paga su cui addebitarla. Inoltre, al momento della richiesta il cliente non deve presentare garanzie aggiuntive, come ipoteche o firme di parenti.
La banca erogante non ha infatti la necessita' di valutare la situazione finanziaria del richiedente, visto che il pagamento delle rate e' garantito dalla polizza assicurativa richiesta obbligatoriamente al momento della sottoscrizione del prestito. Ma l'altra faccia della medaglia e' rappresentata dall'incidenza dei tassi applicati sui prestiti. Spesso, infatti, accade che ad essere messo in risalto sia il Tasso Annuale Nominale (Tan) e non il Tasso Annuo Effettivo Globale (Taeg) che e' poi quello che misura il costo reale della cessione del quinto, includendo costi ed oneri per la polizza assicurativa obbligatoria che, a volte, incide pesantemente sulla rata mensile. E' bene, dunque, prestare grande attenzione nel momento in cui viene stipulato questo tipo di finanziamento, come del resto va fatto per tutti gli altri prestiti personali.
Fonte: Miaeconomia |
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