 La scorsa settimana l’Adusbef ha nuovamente fatto scattare il campanello d’allarme, ricordando che l’Italia e’ il Paese dell’Unione europea dove si paga di piu’ un conto corrente bancario: 295 euro, contro i 211 euro della Spagna, i 152 euro della Francia o i 45,87 euro necessari in Olanda. Anche se il dato riportato dall’associazione dei consumatori si rapporta comunque alla capacita’ di spesa, resta pur sempre evidente che negli ultimi anni aprire e gestire un c/c nel BelPaese e’ un salasso.
Eppure molto e’ stato fatto dal sistema bancario e dalla stessa Banca d’Italia per tagliare questo costo elevatissimo. Attualmente, infatti, sul mercato esistono conti correnti di ogni tipo: si parte con quelli base, si passa a quelli a pacchetto che includono nella spesa annuale una serie di servizi e operazioni aggiuntive come per esempio il Bancomat, la carta di credito o il portafoglio titoli, per arrivare a quelli online.
Ma certamente l’innovazione che ha dato nuova vita al settore bancario resta l’introduzione obbligatoria dell’Isc, vale a l’Indicatore sintetico di costo che riunisce tutte le voci di spesa che gravano su uno specifico conto corrente.
Il parametro, previsto nell’ambito della normativa sulla trasparenza di Banca d’Italia, deve essere espresso in euro e tiene conto sia dei costi variabili (operazioni) che dei costi fissi (canone) secondo una formula matematica unica per tutte le banche. L’obiettivo e’, infatti chiaro: rendere omogeneo e semplice il confronto tra conti correnti.
L’Isc per i conti correnti e’, quindi, un importante passo in avanti per la trasparenza verso i risparmiatori, consentendo il confronto tra i conti e facilitando il risparmiatore nell’individuazione della migliore offerta sul mercato. E’ questo, infatti, il segreto dello scegliere il prodotto più adatto e conveniente.
Una comparazione che si puo’ fare consultando anche il sito Internet di PattiChiari (www.pattichiari.it), il consorzio nato all’interno dell’Associazione bancaria italiana per ridurre la distanza tra l’industria del credito e le famiglie italiane.
Ma il risparmio sul conto corrente passa anche per l’home banking. Basti pensare che un conto corrente costa in media 100 euro presso una banca tradizionale, mentre se si sceglie l’online l’Isc il più delle volte e’ pari a zero per qualsiasi profilo di risparmiatore.
Meglio, infine ricordare un po’ di elementi utili da tenere a mente quando si ha a che fare con i conti correnti.
Più sono le persone che utilizzano il conto, più saranno le operazioni che probabilmente verranno effettuate. Ma al crescere del numero di operazioni, aumentano i costi variabili, se il contratto li prevede.
Utilizzare il conto attraverso Internet comporta generalmente costi minori per il cliente, ma richiede anche più attenzioni per poter operare con la massima sicurezza senza subire frodi. E’ importante chiedere alla banca quali cautele adottare.
Utilizzare il Bancomat come strumento di pagamento dei propri acquisti non comporta spese per il cliente. Invece, i prelievi di contante allo sportello automatico (ATM) possono produrre spese e/o commissioni, soprattutto se effettuati presso una banca diversa da quella che ha emesso la carta.
Per quanti decidessero di cambiare banca, perche’ attratti dalle condizioni migliori di un altro istituto, va ricordato che la chiusura definitiva del conto e’ senza spese e senza penalita’.
Fonte Miaeconomia.it |