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28/03/2011 - Future FTSEMib: ottava positiva nonostante tutto

Nello scorso report facevamo riferimento a quanto graficamente veniva auspicato in termini di reazione onde evitare un pericoloso contatto con l’area 20.000, presupposto per un possibile cambio del trend di fondo de mercato. Al momento il supporto 21.100 pare abbia retto evitando il peggio nel contesto che ha condizionato i mercati in queste ultime ottave. Con la chiusura di questa settimana notiamo che la media a 65 giorni, dopo un breve appiattimento, sembra avere la forza di sorreggere la discesa della 21 e che la media primaria a 200 giorni sia stata anch’essa in grado di arginare la flessione. Una conferma del miglioramento della visione grafica si avrà al superamento del valore attorno al quale le prime due medie si stanno sfiorando, in pratica il secondo supporto citato in apertura del commento, il livello 21.700 punti.

 

Se il mantenimento verrà confermato da qualche segnale, oramai in fase di concretizzazione, quale quello del Macd ovvero del Sar che ha già invertito la propria posizione, si avrà la conferma che non siamo di fronte ad una semplice reazione tecnica, ma che il mercato permane realmente orientato al rialzo ed è convinto che nonostante le tensioni esterne, la ripresa resta l’ipotesi più plausibile. Da ciò si dedurrà se la maggior parte degli operatori tiene ancora in maggior considerazione lo scenario positivo o meno.

 

Venendo a considerazioni non di carattere intrinseco del mercato, la situazione giapponese, con il pessimismo che accompagna la gravità della crisi nucleare, l’aggravarsi della crisi libica assieme agli ulteriori sviluppi sul fronte dei conti pubblici dell’area euro restano i fattori dominanti che caratterizzeranno le prossime sedute. Gli operatori, specie per quanto attiene il vecchio continente, restano impegnati a tentare di comprendere se il susseguirsi di tali eventi, che certamente hanno incrementato l’incertezza, porteranno la BCE a rinviare l’incremento dei tassi ufficiali annunciato per il prossimo mese di aprile.

 

Il caso “Libia” si conferma confuso ed alimenta non solo i dubbi di parecchi investitori, ma incide sulle quotazioni del greggio e poiché i disordini si diffondono in altri paesi, si teme per la stabilità della produzione petrolifera dell’intera penisola araba, pur considerando la tendenza ribassista dovuta alla drastica riduzione della domanda proveniente dal Giappone, che resta pur sempre il terzo consumatore mondiale di petrolio.

 

Da notare che l’indice Crb delle materie prime è ha ridosso dei massimi segnati ad inizio marzo. Ciò preoccupa le Banche centrali, le quali ritengono che la salita dei prezzi, al momento dovuta appunto alle quotazioni delle materie prime, si possa poi trasferire sulla struttura dei prezzi, superando i fattori temporanei generati dalle situazioni specifiche citate. Nel caso, varierebbero le attese relative all’inflazione, cosa che normalmente determina avversione al rischio, facendo maturare la convinzione che le Banche centrali potrebbero non avviare la stretta monetaria in tempi brevi, di fatto volendo combattere la stessa inflazione prima di continuare a dare sostegno alla crescita.

 

Ultimo elemento di rilievo afferisce l’Esm, il meccanismo europeo permanente di stabilizzazione dell’euro, con i relativi sviluppi del programma di aiuti dell’UE ai paesi in difficoltà. Le peculiarità del caso Portogallo, declassato dalle società di rating dopo la mancata approvazione della manovra correttiva, dovrebbe portare alla richiesta di soccorso europeo. I mercati hanno subito reagito con riferimento agli spread tra governativi e le conseguenti ricadute sull’euro, indebolitosi contro il dollaro fino a 1,42. Resta intanto abbastanza positiva la situazione italiana, sia per l’indebitamente privato che è notoriamente basso e fintanto si manterranno gli impegni di bilancio. 

 

Tornando agli strumenti tecnici, oltre il citato Macd che sta per incrociare dal basso la propria trigger line ed il Sar, che mostra un reverse ai 20.700 punti, il Momentum appare in timida ripresa e ciò è mostrato dallo Stocastico e dal Cci che hanno segnalato una posizione long con la seduta del 21; l’Rsi è quasi giunto in area 50, salvo ripiegare in chiusura di ottava. 

 

L’outlook di questa settimana, a nostro avviso, va così interpretato: sul breve termine dalla fase oversold si passa ad una condizione neutral; sul medio termine consideriamo la lettura ancora bearish; sul lungo termine, come descritto nello scorso report, passiamo nuovamente in bullish in funzione della linea dei prezzi che ha superato la media primaria. Ciò è testimoniato dal rapporto tra media a 200 giorni su derivato, che da una leggera negatività pari a –0,50%, sale ad un +3,20%. Scende la volatilità su livelli normali ed allo stesso modo i volumi da midly bearish ritornano neutral. Ancora bearish la condizione per gli oscillatori trend forecasting.


 
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