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14/02/2011 - Future FTSEMib: resta positiva l'impostazione |
 L’ottava si è aperta con una chiusura che segna la migliore tra le ultime cinquanta di Borsa aperta, ma le successive sedute hanno indicato un accenno di debolezza, semmai non preoccupante, ma comunque indicativa di una leggera perdita di forza. Il livello dei 22.400 pare sia in grado di tenere, prologo di una possibile estensione con target verso i massimi relativi di aprile dello scorso anno, per poi puntare ai top segnati a gennaio del 2010. Il passo non è ne breve ne semplice, quindi riproponiamo il suggerimento di approfittare di eventuali flessioni accentuate per impostare trame rialziste di medio periodo. Le medie mobili, che spesso citiamo in questo report, appaino ben impostare e la primaria, proprio dalla seduta citata, ha ripreso un’inclinazione al rialzo che lascia ben presagire. Certo è che continua a diffondersi un certo ottimismo circa le possibilità di ripresa dell’economia, specie per quella statunitense per effetto degli stimoli fiscali e monetari. Per gli Usa i dati macro continuano a confortare questa visione, specie con riferimento alle richieste di sussidi alla disoccupazione che appaiono in calo. Nell’area euro la produzione industriale è migliorata, il tasso di crescita su base annua resta interessante. Ciò che continua a caratterizzare i mercati resta il differenziale tra paesi i periferici e quelli core, gli sperad si sono mossi prevalentemente in allargamento, proseguendo nel movimento ondivago che ha caratterizzato gli ultimi mesi. A supporto di questa valutazione citiamo le tensioni che sono riemerse soprattutto per la situazione del Portogallo, che nelle scorse sedute ha toccato il nuovo massimo di rendimento del benchmark a 10 anni, oltre il 7,40%. Per restare in tema tassi, a frenare gli entusiasmi di coloro che sperano che il costo del denaro resti su livelli bassi, è giunta la notizia del secondo rialzo dei tassi in Cina in poco più di un mese, aumento finalizzato a contrastare l’inflazione. Intanto dalla Bce (Berlino: BCE1.BE - notizie) è giunta nuovamente l’indicazione che potrebbe portare ad alzare i tassi ufficiali prima di abbandonare le misure a sostegno della liquidità. L’evoluzione dei prezzi al consumo preoccupa pur se è vero che al momento la Bce sembra non credere in un second round effect, che trasferisca cioè i rincari delle materie prime/alimentari a tutti gli altri settori, ma è anche vero che le rilevazioni trimestrali hanno indicato che le aspettative sui prezzi sono per un trend rialzista. Il mercato al momento comunque non sembra attendersi alcun ritocco al rialzo dei tassi almeno fino all’estate, ma più probabilmente verso fine anno. In ogni caso il trend azionario appare ben impostato al rialzo e prosegue in un contesto favorevole, come detto supportato alla ripresa economica e dal tasso dell’inflazione. Il ritorno all’ottimismo degli investitori, favorisce l’apertura di posizioni più rischiose nell’ambito di un’asset allocation che in questa fase penalizza il reddito fisso. La probabile evoluzione vede uno scenario che dai minimi, i tassi non possono che risalire, con conseguenti perdite in conto capitale. La crescita degli utili e dei ricavi aziendali, potrà determinare la prosecuzione del rialzo dei multipli grazie alla propensione all’acquisto di titoli azionari; ad esempio per l’S&P500 il P/E si colloca tra 15 e 16 ed è inferiore alla media degli ultimi 10 anni. In questo contesto gli strumenti tecnici indicano l’ennesimo segnale di vendita dell’Rsi, è stavolta l’oscillatore potrebbe ridurre il proprio valore; il Sar resta long con un reverse point a 22.200 punti e questo livello potrebbe essere significativo; intanto il Macd invece indica un sell bucando al ribasso la trigger line in chiusura di ottava, ma in zona ampiamente positiva; lo Stocastico intanto scarica l’ipercomprato di breve. Circa il nostro outlook, questa settimana andiamo in fase neutral sul breve termine; sul medio e sul lungo termine resta invariata la condizione bullish. Il rapporto tra media primaria e future si incrementa in maniera marginale da un +10,30% ad un +10,40%. La volatilità è scesa in maniera significativa contro la propria media a 10 giorni e potrebbe preludere ad un brusco movimento di breve; i volumi da midly bullish passano a neutral, mentre gli oscillatori trend forecasting restano stabilmente bullish.
Fonte Miaeconomia.it
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