 A volte ritornano, con somma gioia di tutti i centauri italiani che entro pochi giorni potranno esultare per una buona notizia: la partita degli incentivi dei motorini a basso consumo potrebbe essere riaperta dopo il successo registrato negli scorsi mesi.
A parlare di questa possibilita’ e’ il sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia il quale, rispondendo a un’interrogazione in materia durante una seduta dei lavori della Commissione Attivita’ produttive della Camera, ha annunciato che se il fondo messo a disposizione dal governo a sostengo dei settori in crisi non andra’ tutto esaurito entro la fine dell’anno, allora “si potra’ prevedere una compensazione con altri settori che possano sviluppare piu’ domanda”.
In altre parole, quello che avanzera’ dai 300 milioni di euro stanziati la scorsa primavera andra’ ripescato a tutto vantaggio delle due ruote, uno dei settori che ha fatto registrare il boom delle domande. Basta pensare che in sole due settimane sono andati esauriti i 12 milioni di euro messi a disposizione da aprile, con la richiesta di 90 contributi per motoveicoli elettrici ed ibridi e di 24.480 richieste per motocicli fino a 400 cc e fino a 70 kw euro 3, per il valore preventivato di 12 milioni di euro.
In particolare, con il decreto legge Incentivi 40/2010 si e’ innescata una corsa contro il tempo degli italiani intenzionati ad aggiudicarsi uno dei 19 prodotti oggetto di incentivo, come i ciclomotori, le cucine, gli elettrodomestici, gli abbonamenti Internet veloce, ma anche i motori marini e alcuni prodotti industriali come rimorchi, gru per l’edilizia, inverter e motori elettrici industriali, tutti a basso impatto ambientale.
Numeri alla mano, in un primo bilancio la corsa agli incentivi vede al primo posto le lavastoviglie: sono oltre 150.000 le famiglie italiane che ne hanno acquistata una. Bene anche i piani cottura, i forni e le cucine a gas. Super-gettonate pure le cucine componibili: ne sono state acquistate 71.000. I motorini, a causa dell’esaurimento dei fondi del loro comparto, si sono invece fermati a quota 24.570. Soldi finiti anche per la nautica, con l’acquisto di 1.300 tra motori fuoribordo e stampi per scafi.
Tanti, insomma, i comparti per cui sono stati previsti i bonus, ma molti anche i soldi ancora presenti nel fondo. Attualmente, infatti, risulterebbe ammontare a circa 124 milioni di euro la somma ancora non spesa, vale a dire il 42% del totale.
Ci sono, infatti, alcuni settori dove si e’ speso, almeno fino a questo momento, molto meno di quanto era stato previsto: per l’efficienza energetica industriale gli sconti hanno assorbito lo 0,2% delle risorse a disposizione; per le gru a torre poco piu’ del 14% e per gli immobili ad alta efficienza energetica il 21%.
Cosi’, la possibilita’ di riaprire gli incentivi potrebbe riguardare non solo per motorini ma anche gli altri comparti dove in una manciata di giorni e’ stato registrato il tutto esaurito: nautica, macchine agricole e banda larga.
Per spostare le risorse non utilizzate sara’ comunque necessario un provvedimento ad hoc. Il decreto attuativo del dl incentivi stabilisce infatti che “con decreti del ministro dello Sviluppo economico, possono disporsi anche variazioni compensative da un settore ad un altro in relazione alle disponibilita’ di risorse per effetto degli andamenti delle erogazioni”.
Fonte Miaeconomia.it |