 Non solo gli italiani si ritrovano meno soldi nei portafogli, come certificato dagli ultimi dati Istat, ma ora si scopre che rischiano anche di ritrovarsi tra quelle poche banconote un numero considerevole di falsi. In questi tempi di crisi aumentano, infatti, gli euro taroccati. Tanto che nel secondo semestre del 2008 i sequestri di biglietti d’euro contraffatti sono cresciuti dell’8% rispetto ai sei mesi precedenti, che avevano gia’ segnato un netto aumento.
E’ la Banca centrale europea, nel suo rapporto di monitoraggio periodico, a riportare questa tendenza.
Numeri alla mano, negli ultimi sei mesi dello scorso anno sono stati sequestrati 447.000 euro falsi, mentre nello stesso periodo del 2008 si era arrivati a quota 413.000. Ma, nonostante si siano toccati valori superiori, la Bce rileva che l’incremento del secondo semestre segna comunque una decelerazione rispetto al primo dal momento che le banconote contraffatte sono aumentato a un ritmo piu’ lento rispetto ai periodi precedenti.
La quota di falsi - spiega in particolare l’Eurotower - permane molto contenuta rispetto al crescente numero di banconote in euro autentiche in circolazione, “considerando 12,8 milioni di banconote vere in circolazione”.
Cosi’, da “La banda degli onesti”, il film del 1956 in cui Toto’ e Peppino De Filippo si improvvisano tipografi e stampano maldestramente alcuni biglietti da diecimila lire che, poi, non avranno mai il coraggio di spendere, ne hanno fatti di progressi i falsari. Ma soprattutto non hanno avuto piu’ tanti scrupoli a piazzare quelle banconote che piu’ vengono utilizzate dagli italiani.
Sono, infatti, i pezzi da 20 euro a confermarsi quello piu’ contraffatti: rappresentano quasi la meta’ di tutti i falsi individuati, seguiti dal biglietto da 50 euro, con una quota pari a circa un terzo del totale.
I tre tagli intermedi (20 euro, 50 euro e 100 euro) costituiscono insieme il 97% di tutte le falsificazioni, mentre la percentuale dei tagli elevati (200 euro e 500 euro) risulta molto esigua.
Inoltre, nel periodo in esame dalla Bce, la maggioranza delle contraffazioni (oltre il 98%) e’ stata riscontrata nei paesi dell’area dell’euro, mentre appena l’1% circa proviene da Stati membri dell’Unione europea non appartenenti all’area e meno dello 0,5% da altre parti del mondo.
Un boom, quello fatto registrare dalla falsificazione delle monete, che non va quindi sottovalutato soprattutto perché le nuove tecniche adottate dai novelli Toto’ e Peppino sono sempre piu’ all’avanguardia. Meglio quindi fare molto attenzione a tutte le banconote che utilizziamo. Per riconoscere quelle fasulle e’, infatti, sufficiente adottare alcuni semplici accorgimenti.
Le autorita’ monetarie spiegano che i biglietti autentici possono essere facilmente riconosciuti con il semplice metodo basato sulle tre parole chiave: “toccare, guardare, muovere”, confrontando i biglietti sospetti con quelli di autenticita’ comprovata. Se gia’ si nota una minima sbavatura significa che la banconota e’ contraffatta.
Un altro metodo e’ quello di guardare il valore nominale stampato sul retro della banconota in basso a destra: in una vera il colore e’ cangiante a seconda di come si gira il biglietto, mentre in una contraffatta il colore resta uguale. Inoltre, l’ologramma presente sul fronte della banconota non resta fisso, ma cambia a seconda dell’inclinazione. Mentre su entrambi i lati della banconota devono essere ben visibili: la filigrana che mostra l’immagine di un motivo architettonico e il valore nominale della banconote, il filo di sicurezza e il registro di stampa “recto-verso”.
Va, infine, ricordato che se si e’ in possesso di una banconota sospetta non bisogna tentare di spenderla, in quanto la restituzione o l’immissione in circolazione di banconote false costituisce reato.
Fonte Miaeconomia.it |