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12/07/2010 - Il costo del denaro e' ancora fermo all'1 per cento

Per il quattordicesimo mese consecutivo la Banca centrale europea ha lasciato invariato il costo del denaro. Quindi, il tasso di riferimento dell’Eurozona resta al livello piu’ basso dal varo dell’euro. Confermato anche il tasso marginale sulle operazioni di rifinanziamento, all’1,75%, e quello sui depositi presso l’istituto centrale, allo 0,25%.

Una decisione che manterra’ la stabilita’ del tasso Bce e che era stata ampiamente anticapata e scontata dai mercati. Il Vecchio Continente deve, infatti, tenere ancora ferma la leva della politica monetaria. Una condizione che, per svariati motivi, condiziona dallo scorso 7 maggio 2009 il board ell’Eurotower.

Durante la consueta conferenza stampa, che segue l’annuncio sui tassi, il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, ha infatti spiegato che sul tavolo del Consiglio direttivo ci sono molte situazioni da monitorare: la ripresa economica, le manovre di risanamento dei conti pubblici improntate all’austerita’, la volatilita’ dei mercati e gli stress test sulle banche europee i cui esiti saranno resi noti il prossimo 23 luglio.

Patate bollenti che possono essere gestite solamente con un’adeguata politica monetaria in grado di rendere le banche sempre meno dipendenti dai fondi resi disponibili dalla Bce.

E le previsioni sono positive. Trichet ha, infatti, spiegato che “la crescita economica si e’ rafforzata nei mesi primaverili, ma ad un tasso di espansione irregolare”. Cio’ che ci aspetta, quindi, e’ “una seconda parte dell’anno nella quale la ripresa mondiale subira’ quasi certamente un rallentamento, se non un ripiegamento, in condizioni migliori rispetto a molti altri Paesi ed aree. Esistono, insomma, i margini per una politica restrittiva certo sgradita ma inevitabile”.

Non c’e’ inoltre al momento il rischio che i prezzi crescano in misura eccessiva. “La stabilita’ dei prezzi nell’area dell’euro sara’ mantenuta nel medio termine”, ha affermato Trichet, sottolineando “che la pressione inflazionistica resta contenuta”.

Una solidita’ necessaria che continua a far pensare agli analisti che la Bce non tocchera’ il costo del denaro per tutto il 2010. O, almeno, fino a quando la ripresa non si sara’ consolidata, come richiesto dal presidente della Bce. Ma poi, quando partira’, la risalita del costo del denaro dovrebbe essere ancora graduale.

Scenari macroeconomici che, quindi, condizioneranno anche la vita delle famiglie alla prese con le rate del mutuo. Ribadito, cosi’, che per i prossimi mesi i mutuatari possono continuare a dormire sogni tranquilli, va tuttavia detto che l’altro tasso che condiziona i prestiti per la casa sta invece subendo delle oscillazioni.

L’Euribor a tre mesi, l’indice che le banche applicano fra loro per i prestiti trimestrali e che viene preso come riferimento dalle stesse banche per indicizzare i mutui, e’ infatti salito allo 0,82%, secondo i dati rilevati dalla European Banking Federation. Il tasso rimane sempre a livelli bassi, ma oggi si registrano i tassi più alti degli ultimi 10 mesi.

La tendenza vale anche per le altre scadenze: il tasso semestrale e’ all’1,08%, mentre quello a un mese e’ salito allo 0,55%.

Fonte Miaeconomia.it

 

 
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