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26/11/2010 - Il green in borsa paga ancora la crisi

Le premesse c'erano tutte: una crisi economica mondiale, prezzi delle materie prime tradizionali sempre piu' inaccessibli nel momento del picco dell'economia, dichiarazioni degli Usa di voler investire tanto nell'economia del futuro, quella verde. Eppure a oggi un ambientalista convinto o semplicemente un investitore che abbiano investito sui titoli verdi stanno vivendo un 2010 niente affatto emozionante.

Anzi, il settore sta vivendo un affanno perche' i governi hanno messo da parte i proclami iniziali e spesso stanno tagliando gli investimenti, avendo nel mirino un equilibrio dei conti pubblici a tutti i costi.

Le prospettive non sono neanche migliori, il prossimo vertice di Cancun, in Messico, dal 29 novembre al 10 dicembre dedicato all'energia rinnovabile, con il paladino della rivoluzione, il presidente Usa Barack Obama, che ormai sembra avere voltato le spalle all'innovazione dopo la vittoria dei Repubblicani (da sempre molto ostili alla svolta verde) nelle elezioni di midterm. Il risultato e' presto detto, la reazione in Borsa dei titoli verdi si e' fatta sempre piu' deludente.

L'indice londinese Ftse Et50 raccoglie i 50 titoli piu' importanti al mondo nel settore e segna a oggi un calo di circa il 15% da inizio anno, a confronto l'indice Eurostoxx50 lascia sul terreno il 5% dal primo gennaio.

Del resto l'indice Ftse Et50 nella sua composizione vede per una buona meta' la presenza di titoli statunitensi (47,11%), un altro 28% circa invece sono societa' europee. Proprio le due aree che, per motivi diversi, stanno vivendo un cambio di rotta pesante in termini di budget dedicato alle rinnovabili (non ci sono aziende italiane nell'indice).

Cosi' ormai si prende per scontato il fatto che i tassi di crescita del settore rallentera' ancora nel 2010, dopo una fase di indebolimento nel 2009. Alcuni analisti ormai hanno una posizione molto prudente, in particolare sui titoli di societa' che producono energia fotovoltaica ed eolica, perche' i tagli di budget pubblici non aiutera' a rafforzare questi investimenti, che ormai nelle borse hanno toccato gia' prezzi un po' alti.

Sempre che alla fine sul fronte degli incentivi a livello mondiale non ci sia una svolta, anche per una accelerazione dei paesi emergenti, che per ora contano poco nel settore a livello mondiale.

Fonte Miaeconomia.it

 
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