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11/12/2010 - Il regalo si compra a rate |
 Fine anno: tempo di bilanci e di classifiche che, tuttavia, fotograferanno un’Italia ancora nella morsa della crisi e dell’austerity, dove ci sara’ ben poco spazio da dedicare alla voce "regali di Natale". E’, infatti, sempre piu’ evidente che per il 2010 ci saranno meno pacchetti sotto l’albero e piu’ debiti da pagare. E la tredicesima non aiutera’ a trascorrere festivita’ piu’ fastose, dal momento che questa entrata extra servira’ semmai a far quadrare i conti di tutti quei bollettini che le famiglie si ritrovano in scadenza a fine mese.
Tanto che, secondo Adusbef e Federconsumatori, il 20,9% delle tredicesime verra’ destinato per le bollette, il 10,6% per bolli di auto e moto, il 14,2% per le assicurazioni Rc auto e l’8,1% per i prestiti. In sostanza, sono 26,9 miliardi di euro i soldi gia’ impegnati per le incombenze finanziarie di fine anno. Un altro 24,9% potra’ essere messo da parte per i risparmi. Mentre una fetta molto residuale andra’ ai regali ovvero 5 miliardi e mezzo di euro, vale a dire il 12-13%.
A confermare quest’analisi e’ anche la Cgia di Mestre che, secondo cui un italiano su quattro quest’anno non mettera’ sotto l’albero libri, iPad, giocattoli per i piu’ piccoli, bottiglie di spumante. La tredicesima verra’ destinata appunto alla rata del mutuo e a pagare bollette non saldate.
Eppure i regali di Natale, anche se con tutte le ristrettezze del caso, vanno acquistati. Ecco perche’ lo shopping online sta diventando ormai sempre piu’ popolare. Si tratta, infatti, di un modo veloce, conveniente e privo di stress per comprare quello che si vuole per familiari ed amici. I numeri lo confermano. In Italia, il mercato del commercio elettronico sta registrando un trend in continua crescita con previsioni di fatturato per il 2010 di ben 6,5 miliardi di euro (+15%) secondo quanto riportato dal nono Osservatorio Netcomm-School of Management del Politecnico di Milano.
E se proprio non si volesse rinunciare all’acquisto tradizionale, tra file e resse nei negozi, c’e’ anche un’altra soluzione alternativa che tiene conto della minore disponibilita’ economica: pagare a rate.
La pratica del finanziamento e’ veloce e il prestito viene concesso in genere anche in caso di occupazione precaria, purche’ con una scadenza del contratto sufficiente almeno a coprire il periodo della restituzione del debito. Naturalmente ogni caso viene valutato singolarmente.
Ma non bisogna mai sottovalutare questa scelta, dal momento che dietro ai prestiti annunciati senza interessi e con comode rate mensili spesso si nascondono veri e propri salassi. Sono molte ancora le finanziarie, infatti, che concedono il finanziamento in maniera poco trasparente e che cercano di abbinarci anche una carta di credito revolving che, se utilizzata, attiva un prestito con tassi di interesse salatissimi.
Una richiesta di dilazione che, va sottolineato, e’ un vero segno dei tempi, un fenomeno sociale che soprattutto con l’avvicinarsi delle feste conosce un’impennata vertiginosa. I sociologi spiegano la cosa come un modo per esorcizzare la crisi senza rinunciare agli acquisti, salvo poi non riuscire piu’ a pagare le rate e rischiare seriamente il dissesto dei bilanci familiari, strozzati da scadenze e impegni di ogni tipo e importo.
Una corsa al credito al consumo che non ha eguali nel Paese. Solo negli ultimi anni, infatti, gli italiani hanno imparato a comprare a rate. Da popolo di piccoline formichine, che per comprare l’auto nuovo si rivolgevano a parenti e amici, solo recentemente si sono trasformati invece in cicale. Certo, senza la voracita’ degli Stati Uniti e i ritmi raggiunti nel resto d’Europa. Ma pur sempre pronti a indebitarsi senza pensarci piu’ di tanto. Tanto che in poco tempo hanno cominciato a comprare tutto a rate: il televisore con lo schermo piatto, le vacanze, il dentista, il mutuo per la casa e il nuovo arredamento.
Fonte Miaeconomia.it |
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