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21/11/2010 - Italiani sempre piu' risparmiatori

Italiani, un popolo di santi, poeti, navigatori e formiche. Cosi’ come emerge dall’annuario 2010 che l’Istat ha pubblicato oggi, secondo cui nonostante la crisi gli italiani hanno continuato a risparmiare.

I numeri piu’ delle parole. Alla fine del 2009 - secondo i dati contenuti nel report - l’ammontare dei depositi bancari ha superato i 906 miliardi di euro, vale a dire 90 miliardi di euro in piu’ rispetto all’anno precedente. E di questi, oltre due terzi appartengono a famiglie e istituzioni sociali e private, mente il 19,1% a societa’ non finanziarie, il 3,5% ad amministrazioni pubbliche e l’8,8% a societa’ finanziarie.

Cosi’, nei primi mesi del 2010 la quota di famiglie che ha giudicato la propria situazione economica sostanzialmente invariata rispetto all’anno precedente si e’ rivelata piu’ alta di quella del 2009, passando dal 44,9% all’attuale 51,4%.

Sono le famiglie residenti nel Centro quelle che riportano una piu’ frequente percezione di stabilita’ (il 53,7%, contro il 51% delle famiglie del Nord), mentre chi denuncia un peggioramento significativo della propria condizione si trova piu’ spesso al Mezzogiorno (il 12,3% contro l’8,7% delle famiglie del Centro).

Anche rispetto al giudizio sulle risorse economiche familiari, nel 2010 si registra una riduzione della frequenza di opinioni negative: la quota di famiglie che affermano di disporre di risorse adeguate passa dal 52,9% del 2009 al 55,3% del 2010, mentre quelle che le ritengono scarse scendono dal 38,8% al 36,8%.

Ammonta, invece, al 6,1% la quota di chi considera le proprie risorse insufficienti, ma solo l’1,1% le definisce ottime. Le famiglie residenti al Nord esprimono giudizi piu’ positivi: il 59,6% ritiene le proprie risorse adeguate, mentre nel Mezzogiorno la percentuale scende al 47,9%.

Senza dubbio, quindi, la composizione della ricchezza delle famiglie si e’ modificata a causa delle preoccupazioni sulla tenuta dei sistemi pensionistici e la scarsa fiducia nelle borse dopo che lo tsunami economico-finanziario si e’ abbattuto sullo Stivale.

Ma proprio a causa di questa situazione, gli italiani sono rimasti fedele al loro unico grande amore: il mattone. Basti pensare che nel 2009, il 74,3% delle famiglie risulta proprietario dell’abitazione in cui vive. Una quota che scende addirittura al 64,7% tra chi ha occupato l’abitazione dopo il 1990, mentre sale a circa l’87,8% tra quelle che vi hanno fatto ingresso tra il 1961 e il 1970.

Ed ancora. Le famiglie che pagano l’affitto sono il 17,2%. E tra queste, spiega l’Istat, tre nuclei su quattro vivono in abitazioni di proprieta’ di un privato (74,4%, nel 2008 erano il 74,1%), mentre il 19% in case di proprieta’ di enti pubblici (erano il 20,1% nel 2008).

Una particolarita’: il 76,1% dei proprietari vive in una casa che ha almeno quattro stanze, mentre ben il 53,6% delle famiglie affittuarie risiede in un alloggio con al massimo tre stanze.

Quasi tutti gli italiani vivono comunque in abitazioni dotate dei servizi fondamentali e delle principali utenze. Tra queste, a incidere di piu’ sulla spesa totale e’ la bolletta del gas, pari al 2,5%, seguita da quella dell’energia elettrica (2%) e da quella telefonica (1,6%).

Fonte Miaeconomia.it

 
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