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04/10/2010 - L' esercito ombra dei senza lavoro

Solo pochi giorni fa l'Istat rendeva noto che il tasso di disoccupazione in Italia si è attestato nel secondo trimestre a quota 8,5%, addirittura in leggero miglioramento rispetto al trimestre precedente e mettendo l'Italia in una posizione migliore rispetto alla media europea.

Ma fin dall'inizio molti commentatori facevano notare che i dati non tengono conto della tantissima Cassa integrazione (che permette di rimanere dipendenti a salario ridotto pagato dallo stato) e dell'altrettanto marea montante degli inattivi (coloro che non cercano più un lavoro).

La Cgil in questi giorni si è presa la briga di fare due conti, stimando che il tasso di disoccupazione reale viaggi allegramente all’11,5%, come reso noto dall’Osservatorio Cig del dipartimento Settori produttivi del sindacato. Il dato ufficiale Istat, infatti, è stato integrato con i lavoratori inattivi e in Cassa integrazione, visti come “un potenziale di disoccupazione”.

Due categorie che, come ovvio, non vengono prese considerazione da Istat, che si ferma a considerare disoccupati coloro che stanno attivamente cercando un posto.

Primo dato: l'occupazione è in calo, nel secondo trimestre 2010 sono stati perdi 192.256 occupati su base annua, con punte drammatiche nel settore industriale (-244mila occupati circa).

Secondo dato: l’incidenza delle ore di cassa integrazione nel complesso dell’occupazione dove si registra nel secondo trimestre un incremento tendenziale del +77%, con 97,7 ore per occupato nel settore industriale. “Il continuo calo degli occupati - spiega Vincenzo Scudiere, della segreteria Cgil - continua a fare aumentare l’incidenza della CIG sul resto dei lavoratori. Il consuntivo di questa situazione è che da gennaio a giugno si è perduto quasi un mese di lavoro su sei mesi a disposizione”.

Terzo: aumenta il numero dei lavoratori inattivi, si parla di +106.273 persone che hanno rinunciato. Già solo in questo modo il tasso di disoccupazione sale all’8,91%. La situazione diventa ancora peggiore se si considerano i lavoratori in Cig come un potenziale di disoccupazione e di inattività. Si determina infatti un tasso potenziale di disoccupazione-inattività dell’ 11,48%, sul numero totale delle ore di Cig autorizzate a giugno 2010. In riferimento invece alla percentuale di abbattimento delle ore utilizzate, il cosiddetto ‘tiraggio’, si determina un tasso di disoccupazione inattività del 10,24%.

Per questo Scudiere lancia un nuovo allarme, “se non si interverrà al più presto, il dato sulla disoccupazione che abbiamo calcolato, e che contempla gli inattivi e i cassintegrati, sarà quello vero a tutti gli effetti”. Per questo Scudiere sollecita il governo a dare risposte a due urgenti priorità: “Il superamento del tetto di 10mila unità per il pensionamento dei lavoratori in mobilità, giunti ormai a oltre 100mila, e l’estensione e il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga per i prossimi due anni”.

Fonte Miaeconomia.it

 
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