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05/10/2010 - L' Euribor premia l'euro e frena l'export

Nel Summit Asem tra l’Unione Europea e i rappresentati dei maggiori paesi dell’Asia compresi Australia, Giappone e Cina, fra i temi sul tappeto ci sono anche le nuove regole per far fronte all’instabilita’ finanziaria, la riforma del Fondo Monetario Internazional e le valute. E’ su quest’ultimo punto che tra Cina, Usa ed Eurozona sta salendo la tensione tanto che secondo indiscrezioni del Financial Times, il Presidente francese Sarkozy, in vista della presidenza del G-20 del prossimo anno, starebbe intessendo una tela con le autorita’ politiche e monetarie cinesi per risolvere una volta per tutta la questione dello yuan tenuto artificialmente basso.

La proposta di Parigi sarebbe l'individuazione di un organismo istituzionale internazionale che si occupi di monitorare i mercati valutari. Osservato speciale rimane la moneta cinese; la decisione di lasciare lo yuan fluttuare liberamente non sembra sufficiente tanto che finora ha offerto risultati modesti. Basti pensare che nell'ultimo mese, nonostante il crollo del dollaro, la valuta di Pechino si e’ apprezzata nei confronti del biglietto verde soltanto del 2%. Nel medesimo periodo l'euro ha guadagnato quasi l'8% salendo fino a 1,38 dollari, massimi degli ultimi 6 mesi.

Ed e’ proprio l’euro che sembra tra i contendenti,quello ad avere la peggio. Infatti se da una parte la Cina non intende lasciare rivalutare lo yuan, dall’altra Obama e la Fed vogliono a tutti i costi vedere svalutare il dollaro per ridare un po’ di smalto alle esportazioni e raffreddare l’import. Ma chi ci sta rimettendo da questa guerra e’ la nostra moneta, che viene spinta dagli acquisti sempre piu’ massicci sulle obbligazioni a breve termine che stanno crescendo di rendimento grazie alla risalita dell’Euribor.

Nelle ultime settimane i tassi Euribor hanno registrato bruschi rialzi come non accadeva da due anni. La scadenza a un mese e’ passata allo 0,70%, quella a 3 mesi allo 0,94%. Per entrambe si tratta dei massimi dal luglio 2009, anche se il rialzo ha comunque un aspetto positivo in quanto e’ un sintomo di ritrovata salute del sistema. Il problema pero’ e’ che un continuo apprezzamento dell’euro potrebbe frenare l’export europeo e quindi raffreddare la lenta ripresa in atto.

Fonte Miaeconomia.it

 
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