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23/07/2010 - L' euro ad un passaggio cruciale

L’improvvisa accelerazione rialzista dell’euro nella seconda settimana di giugno ha sorpreso molti analisti, soprattutto quelli che ormai davano per spacciato la valuta del Vecchio Continente. Effettivamente in sei mesi l’euro contro il dollaro e’ passato da oltre 1,51 al minimo dell’8 giugno appena sotto 1,20 dollari. Un ribasso dovuto alla debolezza delle moneta unica contro il biglietto verde ma anche contro il resto delle monete principali.

Prima il dissesto delle finanze greche, poi quello presunto della Spagna e del Portogallo, hanno messo in moto una manovra speculativa per fare disintegrare la moneta unica che tuttavia ha fallito. Ne e’ conseguito che tutti coloro che avevano una posizione speculativa al ribasso sull’euro hanno dovuto ricoprirsi, ovvero ricomprare euro, che di conseguenza e’ schizzato verso l’alto.
A rafforzare il trend positivo dell’ultima settimana hanno contribuito i nuovi dubbi riguardo la crescita economica americana che hanno indebolito la valuta Usa a scapito delle altre monete, in particolare dello yen e dell’euro che adesso si e’ portato a ridosso della soglia di 1,30 dollari. Questo livello oltre ad essere una cifra tonda, e quindi psicologicamente rilevante, ha un’altra caratteristica, rappresenta il traguardo di un terzo del recupero rispetto alla perdita patita dall’euro nel movimento da 1,51 a 1,20 dollari.

La violazione di questo livello portera’ i prezzi fino a 1,33 dollari, ovvero esattamente alla meta’ del recupero dell’intero ribasso da 1,50 a 1,20. Senza contare che da 1,33 dollari, oltre essere simbolicamente la meta’ del movimento ribassista realizzato nei primi sei mesi dell’anno dall’euro, passa anche una linea orizzontale significativa che oggi rappresenta una resistenza, ma che tra il 10 marzo e il 10 aprile ha rappresentato un livello di supporto, che una volta violato ha fatto precipitare i prezzi ai minimi di inizio giugno. E’ quindi possibile che se superato anche la soglia di 1,33 dollari, per l’euro si apra una nuova ampia fase rialzista.

Fonte Miaeconomia.it

 
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