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02/11/2010 - La corsa controllata dell' Euribor

Dopo 23 giorni di fila di incrementi, venerdi’ scorso si e’ interrotta la corsa dell’Euribor a 3 mesi, vale a dire il tasso che le banche applicano fra loro per i prestiti trimestrali e che viene preso come riferimento dalle stesse banche per indicizzare i mutui a tasso variabile. Cosi’ il livello e’ ora all’1,05%, il piu’ alto mai toccato negli ultimi 16 mesi. Bisogna, infatti, tornare al 7 giugno 2009 per trovare un valore piu’ elevato.
Dati, comunque, lontanissimi da 9 ottobre 2008, quando l’Euribor - complice il fallimento della Lehman - aveva toccato quota 5,39%.
Ma ora, come detto piu’ volte, non dovrebbe suscitare tanta preoccupazione che il tasso abbia ripreso a correre, superando cosi’ anche il costo del denaro, fissato dalla Banca centrale europea all’1% e invariato dal 7 maggio 2009.
Si tratta, nello specifico, di una crescita fisiologica che dimostra come i mercati europei stiano sempre meglio. Va, infatti, ricordato che dalla secondo meta’ del 2009, Eurolandia ha cominciato ad immettere sul mercato abbondante liquidita’ alle banche europee e che solo negli ultimi mesi gli istituti bancari hanno cominciato a ridurre la loro dipendenza da questa boccata d’ossigeno. Se i tassi di mercato sono, quindi, in graduale rialzo, questo significa che la morsa del credit crunch si sta allentando.
Secondo le previsioni, inoltre, l’Euribor non dovrebbe continuare a salire di molto nel corso del 2010. Le previsioni indicano che questo indice arrivera’ all’1,3% a fine 2011, all’1,6% a fine 2012 e che superera’ il 2% solo a dicembre 2013, per arrivera’ al 2,42% a settembre 2014.
Eppure, senza allarmismi, va analizzato anche l’altro lato della medaglia. I rincari che negli ultimi mesi ha subito l’Euribor hanno come diretta conseguenza il rialzo delle rate del mutuo a tasso variabile.
Una preoccupazione che dovrebbero avere il 75% dei mutuatari italiani che, secondo Adusbef e Federconsumatori, pagheranno ora una decina di euro in piu’ i bollettini delle rate.
Numeri alla mano, ogni crescita di un quarto di punto nell’Euribor - hanno calcolato le associazioni dei consumatori, comporta aumenti anche di 300 euro l’anno per mutui da 200 mila euro a 20 o 25 anni.
In particolare, l’Adusbef spiega che ogni crescita dello 0,25% nell’Euribor comporta aumenti che vanno dagli 11,5 euro circa per la rata mensile di un mutuo da 100 mila euro a 10 o 15 anni (per un totale di 138 euro l’anno) ai 25 euro per la rata mensile di un mutuo da 200 mila euro a 20 o 25 anni (circa 300 euro l’anno).
“C’e’ comunque da dire che - precisano le due associazioni - a differenza di quanto succedeva prima della possibilita’ di surrogazione introdotta dal decreto Bersani, quando la scelta del tasso era per la vita, oggi e’ possibile sostituire, a costo zero, la banca erogatrice con altro istituto disposto e rivedere livello e tipo di tasso. E questo ogni volta che troviamo sul mercato condizioni piu’ favorevoli”.
Inoltre, oggi, visto il livello ai minimi storici del tasso Eurirs, sarebbe anche l’occasione per pensare di sottoscrivere un mutuo a tasso fisso. Sono molti gli istituti che offrono, infatti, interessanti prodotti.
Mentre per quanti non ce la fanno piu’ a ripagare le rate, va detto che dal 15 novembre sara’ attivo il Fondo di solidarieta’ per i mutui destinato alle famiglie in difficolta’.

Fonte Miaeconomia.it

 
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