 Seduta debole quella di oggi per la borsa di Milano, in particolare sotto la pressione dei titoli finanziari che sembrano risentire anche di un quadro internazionale poco favorevole. Nel finale l'indice Ftse All Share segna un -0,45%, l'Ftse Mib un -0,51% e il Mid Cap un -0,33%, tutti in deciso recupero dai minimi.
Sullo sfondo gli sviluppi degli aiuti all'Irlanda, che sembra avere rotto gli indugi aprendo le porte al Fondo di stabilità finanziario europeo, le negoziazioni sono entrate oggi nel vivo e nelle prossime ore si capirà qualcosa in più per quanto riguarda il volume degli aiuti e la loro durata. Il punto è che Dublino si trova in difficoltà non tanto e non solo per i propri conti pubblici quanto per il fatto che i suoi piani di aiuti alle banche stanno assorbendo parecchie risorse, ormai le autorità irlandesi parlano a chiare lettere di aiuti necessari per dozzine di miliardi di euro (si parla tra 40 e 100 miliardi, poco meno dei 110 accordati alla Grecia).
Ma come sta accadendo da qualche tempo, in parallelo gli istituti finanziari stanno anche pagando una certa tensione in arrivo dalla Cina, il paese deve fronteggiare una inflazione sopra le attese, sta ormai drenando la troppa liquidità in circolazione, iniziando con l'imporre alle banche maggiori riserve di sicurezza.
Ora si pensa che Pechino nel fine settimana possa addirittura aumentare i tassi di riferimento. Tutto quindi concorre a creare debolezza sul settore bancario in tutta Europa, a Milano poi la cosa è stata vissuta un po' peggio in scia a un report degli analisti di Unicredit, che vedono il sistema italiano in difficoltà per una base patrimoniale più debole (e che andrà adeguata con Basilea 3) rispetto al resto d'Europa.
Non solo, il report spiega anche che la ripresa del cosiddetto "net interest income" potrebbe essere meno veloce di quanto sperato, spingendo a una riduzione delle stime degli utili per azione in media di un buon 10%. Tutto gira quindi a favore di chi aspettava un momento buono per vedere titoli bancari, da qui quasi tutte le caselle dei peggiori titoli sul listino principale sono occupate dai finanziari, con Banco Popolare a -3,3% circa, Popolare Milano a -1,9%, Mps a -1,8%, la stessa Unicredit a -1,6% e Intesa SanPaolo a -1,8%. Storia a parte per Mediolanum (-1,5%) che paga anche lo scotto di una sua presenza in Irlanda, rischiando di pagare tasse maggiorate (una delle contropartite per ottenere gli aiuti).
Tra i rialzi bene il titolo Lottomatica (+3,1%) che invece ha incassato la promozione da parte degli analisti di alcune banche, in scia ai dati sulle scommesse di ottobre. Da segnalare anche la buona giornata dei microchip di Stmicroelectronics (+1,4%) a loro volta incoraggiati dai dati della statunitense Dell. Il gruppo attivo nella produzione dei computer ha visto un forte aumento degli utili, inoltre ieri sono arrivate prospettive positive per la vendita di chip.
Fonte Miaeconomia.it |