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29/06/2010 - La ripresa a rischio ricaduta

L’economia mondiale non è per niente al sicuro e la ripresa non è affatto garantita. L’allarme arriva dalla Bri (Banca dei regolamenti internazionali) nel suo rapporto annuale pubblicato ieri, dove si raccomanda agli stati di tagliare in fretta i loro deficit e alle banche centrali di aumentare i tassi di interesse.

Anzi, la banca delle banche centrali va anche oltre, incoraggia a mettere fine in fretta alle misure di sostegno dell’economia adottate nel momento piu’ grave della crisi mondiale, perche’ il mantenerle troppo a lungo in vita potrebbe sortire gli effetti opposti a quelli desiderati.

Alla fine le banche e le imprese potrebbero diventare dipendenti dagli aiuti e potrebbero non essere piu’ in grado di camminare sulle loro gambe, dice il rapporto della Bri. E sarebbe un bel guaio, perche’ anche la Bri riconosce che l’economia mondiale e’ in via di guarigione, ma che alcuni fattori mettono a rischio la ripresa, a cominciare dalla crisi del debito sovrano europeo.

E bisogna fare in fretta. Il direttore generale della Bri, Jaime Caruana, dice che “non possiamo aspettare il ritorno a una forte crescita per ottenere un cambio di direzione della politica”. Senza contare che in questo scenario la riforma dei sistemi finanziari – tanto attesa e discussa ma mai portata fino in fondo – resta un fattore capitale per prevenire nuove crisi.

Per capire, la Bri spiega che i tassi di interesse reali cosi’ a lungo ai minimi storici alterano le decisioni di investimento, ritardano la contabilizzazione delle perdite, accentuano le prese di rischio e incoraggiano l’indebitamento. Da qui potrebbe partire una ondata inflazionistica che potrebbe essere fuori controllo.

Fonte Miaeconomia.it

 

 
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