 Lo scoppio della bolla immobiliare non c’e’ stato. Va dato merito all’Italia - cosi’ come ha fatto anche il Fondo Monetario Internazionale - di aver retto meglio rispetto agli altri Stati anche grazie a una serie di fattori ambientali come l’alto tasso di risparmio delle famiglie e la prudenza dei consumatori. Eppure, la crisi del settore c’e’ stata. Cosi’ come ha rilevato Nomisma nel I rapporto immobiliare 2010.
Numeri alla mano, lo scorso anno le compravendite di abitazioni in Italia sono diminuite dell’11,3%, mentre e’ continuato anche il calo dei prezzi cominciato nella seconda meta’ del 2008. Tanto che, secondo l’Osservatorio, nel 2009 i prezzi sono diminuiti in media dello 0,7% rispetto a 12 mesi prima, con un calo piu’ intenso nelle grandi citta’ (-4,1%) e di poco inferiore in quelle intermedie (-3,7%).
Il mattone, insomma barcolla ma non molla, perche’ “questi andamenti piu’ negativi nelle maggiori citta’ e molto attenuati nei comuni piu’ piccoli - si legge nel rapporto - costituiscono una caratteristica che si e’ prodotta anche in passato, ovvero quella della volatilita’ piu’ accentuata dei prezzi che e’ normalmente piu’ forte nei grandi comuni rispetto a quelli piccoli”.
A non risentire della crisi sono sicuramente gli immobili di qualita’, la cui domanda resta sostanziosa. A fare la differenza sono, infatti, gli spazi verdi, i parcheggi, le case con certificazione energetica elevata, gli edifici di pregio o la vicinanza alle localita’ turistiche.
Un grande cambiamento che c’e’ stato riguarda, invece, i tempi di vendita. In citta’ sono ulteriormente aumentati: attualmente ci vogliono 5,6 mesi per vendere una casa, quasi 6 mesi se l’abitazione e’ nuova, 7,7 mesi per gli uffici e 6,9 mesi per i negozi.
Una difficolta’, quella di vendere, causata dalla mancanza di liquidita’ da parte di chi acquista. Il problema del credit crunch si fa, infatti, sentire anche sulle famiglie, tanto che - rileva ancora Nomisma - nei primi mesi del 2009 le erogazioni dei mutui sono diminuite del 14,9% e si prevede che per il 2009 la flessione si attesti sul 13%, il che equivarrebbe a 7,6 miliardi di euro in meno rispetto ai valori del 2008.
Ma anche chi una casa ce l’ha gia’ non se la passa meglio se e’ alle prese ogni mese con le rate da pagare. Per Nomisma, infatti, il 18% delle famiglie che hanno un mutuo ha affermato di aver avuto difficolta’ nei pagamenti negli ultimi 12 mesi. Una situazione di queste famiglie che e’ comunque complessivamente meno problematica rispetto a quella evidenziata dalle quelle indebitate a breve termine, anche perche’ le banche tendono ad aumentare gli interventi di ristrutturazione dei debiti.
Capitolo a parte per le previsioni. Per il 2010 si prevede un calo medio attorno all’1% e una lieve ripresa si attende per il 2011, quando anche l’economia dovrebbe ripartire seguendo la dinamica di Stati Uniti e Gran Bretagna.
Ma il dato piu’ rilevante sulla crisi del mercato immobilare - secondo il presidente di Nomisma, Gualtiero Tamburini - e’ il crollo delle compravendite, passate negli ultimi due anni da 850 mila alle attuali 600 mila. Oggi il mercato italiano vale 109 miliardi di euro, mentre nel 2007 il dato corrispondente era di 154 miliardi euro. Il che equivale a una contrazione del valore delle compravendite del 18,1% e una perdita di 45 miliardi di euro”.
Fonte miaeconomia.it |