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17/09/2010 - Le Borse del futuro

Entro il 2030 la Cina potrebbe sopravanzare gli Stati Uniti in termini di capitalizzazione del mercato azionario, mentre in parallelo ci sarebbe una forte espansione delle borse mondiali, in scia al boom di quelle dei paesi emergenti. E' quanto riporta un ampio report degli analisti di una nota banca d'investimento statunitense, che supportano la loro previsione con uno scenario fatto di investimenti in espansione e di crescita economica.

In una prospettiva di crescita del settore azionario, gli analisti sono convinti che nel giro dei prossimi 20 anni la capitalizzazione mondiale delle borse dovrebbe salire addirittura a 80mila miliardi di dollari dai 14mila attuali (a valore costante del dollaro) e che alla fine la quota dei mercati emergenti potrebbe attestarsi al 55% del totale mondiale rispetto al 31% attuale.

Da sole le borse del cosiddetto BRIC (Brasile, Russia, Cina e India) dovrebbero arrivare a contare per il 41% della capitalizzazione azionaria mondiale, un dato che da solo sottolinea quale ruolo dovrebbero giocare i mercati emergenti. Per fare un esempio, la Cina da sola potrebbe vedere la sua quota di capitalizzazione del mercato azionario pesare per il 28% del totale mondiale. Appena 10 anni fa la borsa cinese contava solo per l'1%, passando all11% di oggi.

Ecco allora che nel 2030 la classifica delle maggiori borse del mondo vedrebbe la Cina in testa, seguita dagli Stati Uniti, India, mentre il quarto posto sarebbe diviso tra Giappone e Brasile. L'Europa sarebbe presente solo al settimo posto, con la Gran Bretagna, seguita da Francia e Germania.

Gli analisti che hanno lavorato al report avvertono: le previsioni sono basate su quanto accaduto sul lungo termine nel passato, dove i paesi emergenti hanno visto crescere il peso delle loro borse di 6 volte nel giro di 15 anni. Per questo motivo i margini di incertezza sul futuro sono enormi, ma questo non toglie che si possa fare un tentativo per aiutare gli investitori sul lungo termine.

Dati che spingono gli analisti a dire che i fondi di investimento dei paesi sviluppati, che ora hanno in portafoglio in media asset nei mercati emergenti per il 6%, nel giro di 20 anni potrebbero vedere la quota salire al 18%. Tradotto, si tratterebbe di asset totali di circa 4mila miliardi in acquisti nell'arco dei prossimi 20 anni tutti concentrati nei mercati emergenti.

Fonte Miaeconomia.it

 
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