
E’ rallentata la corsa al mutuo per l’acquisto di casa. I numeri sono chiari: nei primi sei mesi di quest’anno il volume della domanda complessiva ha segnato una contrazione del -2% rispetto allo stesso periodo del 2009, quando invece si era registrata una crescita di 4 punti percentuali rispetto ai primi sei mesi del 2008.
A scattare la fotografia sul comparto e’ Crif, la societa’ che gestisce la piu’ grande banca dati di informazioni creditizie in Italia, che ha pubblicato il consueto studio elaborato sulla base del patrimonio informativo di Eurisc, il suo Sistema di Informazioni Creditizie che raccoglie i dati relativi a oltre 74 milioni di linee di credito.
Il barometro di Crif mette nero su chiaro un dato evidente: il calo della domanda di finanziamenti per la casa da parte degli italiani e’ strettamente legato alla crisi economica iniziata nella seconda meta’ del 2008, tanto che le richieste di mutui sono tornate agli stessi livelli del primo semestre 2007.
Ma non deve stupire se sfogliando i dati si scopre che in questi ultimi mesi sono comunque cresciute le richieste per mutui di durata 20 o 25 anni. Cosi’ come si e’ registrata una crescita dell’importo medio richiesto che passa da 135.000 euro a 140mila euro.
Si tratta, infatti, di un dato facilmente spiegabile: la rinnovata domanda di mutui e’ stata fortemente sostenuta da surroghe e rinegoziazioni che costituiscono ormai un fenomeno consolidato. Nel dettaglio, secondo Crif, l’incidenza delle sostituzioni nei primi sei mesi e’ stata pari al 13,8% del totale contro una media del 24% raggiunta nel 2009.
Analizzando, infine, la variazione della domanda di mutui per regione, dal barometro Crif emerge come siano stati il Trentino Alto Adige e l’Umbria a far registrare gli aumenti piu’ rilevanti, rispettivamente con un +23,4% e un +13,15 rispetto al medesimo semestre 2009.
All’altro capo della classifica si colloca, invece, la Calabria che registra il calo piu’ evidente (-10,2%), seguita dalla Lombardia e dalla Toscana, rispettivamente con -8,7% e -8,3%.
Per Enrico Lodi, direttore generale Credit Bureau Services di Crif , “il calo dei mutui ha anche una connotazione positiva nella sua pro ciclicita’, che conferma come gli italiani siano formiche e non cicale e capiscono quando e’ il momento di tirare la cinghia e rinviano i loro progetti e acquisti”.
Fonte Miaeconomia.it
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