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14/03/2011 - Mercato con gli occhi sul Giappone. Yen sostenuto

Venerdì 11 Marzo sarà ricordato come il giorno del Terremoto e dello Tzunami che ha letteralmente devastato il nord del Giappone.

La peggiore crisi dal 1945. Attualmente in Giappone sono presenti elevati disagi di fornitura di gas, luce, acqua e simili oltre a ciò si lavora duramente per evitare una “nuclear crisis” visto che il sisma ha danneggiato i sistemi di raffreddamento dei reattori nucleari. In Giappone sono presenti oltre 50 reattori nucleari, attestandosi quale terza potenza al mondo per energia nucleare dietro Stati Uniti e Francia.

A riguardo il primo ministro Kan Naoto ha chiesto a tutti i cittadini di essere uniti per “costruire un nuovo Giappone”.

La pressione sulla curva di domanda di Yen è stata degna di nota, con un evidente momentum pro-yen.

Il rate USD/JPY è passato da area 83 a 81 recuperando oltre 200 pips persi nelle settimane precedenti sino a toccare un minimo relativo a 81,64.

Similare il cross-rate EUR-JPY che perde oltre 2 figure registrando un low addirittura a quota 112,90 circa, partendo da massimi di giornata in area 115.

Nonché tutti i rate e i cross-rate hanno registrato sostegno alla valuta nipponica.

Da record e “brividi” il momentum ribassista sul Nikkei (Osaka: ^N225 - notizie) (che si ricorda è un indice e quindi demoltiplica i rendimenti negativi di singoli stocks), gli investitori hanno liquidato velocemente posizioni in stock, alimentando la pressione sull’offerta dei listini azionari oltre ad un sostenuto “fear and panic market”. 

La liquidità si è spostata velocemente verso i tipici “safe-haven” in primis valuta nazionale quale yen oltre ad altri beni-rifugio.

La domanda di Yen è dovuta altresì all’aspettativa del rimpatrio di merci per alimentare lo stress di breve periodo sui mercati reali specie di beni anelastici.

Lo shock del sisma ha poi contagiato anche i Government Bonds americani in quanto il Giappone è il secondo “bond-holder” mondiale dopo la Cina.

A dar linfa al movimento sono stati anche i flussi internazionali speculativi che hanno acquistato valuta del sol levante come opportunità di breve-periodo specie leggendo le aspettative di emergency-policy della BOJ, che ha provveduto ad estendere 55 miliardi di Yen per agevolare gli istituti finanziari, siti nelle zone colpite dal sisma, alla complessa fase di garantire i prelievi di fondi in maniera agevole e comunque ad assicurare la massima stabilità dei mercati finanziari e delle operazioni commerciali delle banche nonché la corretta agevolazione di sostegno alla liquidità, il tutto volto ad una ricostruzione di un “new japan”.

Tuttavia uno YEN forte è malamente visto dagli esportatori nipponici che adesso potrebbero veder deteriorarsi i loro fatturati nonché maggiori difficoltà legate a nuovi investimenti visto un costo del denaro crescente dagli States.

Pertanto si attendono conferme settimanali sul reale movimento dei rate e dei cross contro JPY e sulla forza dell’eventuale continuazione del movimento.

Concludiamo con un breve cenno sull’EUR/USD. I forti timori dovuti a downgrade rating su alcuni paesi europei in settimana hanno bruscamente ridimensionato i movimenti bullish sull’Euro. Tuttavia tali pause, per altro fisiologiche, di sostegno del greenback devono essere lette alla luce di possibili ulteriori rincari del petrolio su una delicatissima situazione in Libia che potrebbe portare forza sull’offerta di dollari.

 
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