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25/01/2011 - Milano amplia le perdite con le banche, Intesa tra le peggiori

Piazza Affari amplia le perdite dopo che il Pil britannico ha registrato a sorpresa una contrazione dello 0,5% nel quarto trimestre, secondo la stima preliminare dell'ufficio di statistica. Sul listino italiano, che sottoperforma rispetto alle altre Borse europee, pesa soprattutto il settore bancario. Al momento l'indice Ftse Mib cede lo 0,98%, l'Allshare lo 0,87%.

 

"Pesano i bancari, c'è il problema della circolare di Bankitalia" spiega una trader, sottolineando che gli investitori probabilmente temono aumenti di capitale se, una volta escluse le azioni di risparmio e privilegiate dal calcolo del capitale di vigilanza, i ratio patrimoniali si ridurranno sotto una certa soglia.

 

Per effetto di questa circolare di Bankitalia aggiornata a fine dicembre del 2010 e in vigore da inizio 2011 le banche italiane non potranno più computare nel capitale di vigilanza azioni di risparmio e privilegiate e si ridurranno quindi i loro ratio patrimoniali (Core Tier 1 e Tier 1).

 

Per Mps (-4,13% a 0,918 euro), che ha 1,1 miliardi di azioni privilegiate in mano alla Fondazione, l'impatto teorico è di circa 60 punti base, secondo calcoli Reuters. Occorre considerare che le privilegiate hanno un valore nominale di 0,67 euro e le attività ponderate per il rischio di Mps valgono circa 115 miliardi di euro.

 

Considerando anche 18 milioni di azioni di risparmio, questa nuova regola toglie 770 milioni di capitale a Mps, calcolando l'effetto sulle RWA comunicate a fine settembre scorso. Intesa Sanpaolo (-3,41% a 2,33 euro) vedrebbe invece una riduzione del Core Tier 1 di 13-14 punti base. Intesa ha 930 milioni di risparmio al nominale di 0,52 euro, quindi in termini assoluti 480 milioni di euro.

 

Tra l'altro oggi Equita ha aggiornato le stime 2010 di Intesa Sanpaolo limitandosi a due variazioni negative ma non ricorrenti: ha spostato la plusvalenza sulle cessioni a Credit Agricole dal quarto trimestre 2010 al primo trimestre 2011, perché la firma è avvenuta a gennaio; ha azzerato il risultato del trading del quarto trimestre (prima aveva 300 milioni) per incorporare la pesante correzione dei mercati obbligazionari.

 

L'utile netto stated che la prevede è ora pari a 2,5 miliardi di euro, quindi gli analisti non credono che Intesa Sanpaolo possa confermare la previsione di chiudere con un utile superiore a quello del 2009 (2,8 miliardi), ma il gap è interamente imputabile a fattori straordinari e inoltre il consensus Bloomberg basato sulle stime degli ultimi 28 giorni è già sceso a 2,57 miliardi.

 

Non è stata modificata la stima di LLPs (84 bps) perché i flussi di crediti problematici dovrebbero aver seguito la normale stagionalità, senza alcun peggioramento. Nel 2011 Equita ha confermato la previsione di crescita degli impieghi (+4%), ma ha limato dell'1% il margine di interesse, per riflettere la pressione sullo spread materializzatasi nel quarto trimestre 2010 e nel primo trimestre 2011 a causa dell'aumento del premio per il rischio sui debiti sovrani.

 

Il target price è stati ridotto da 3,5 a 3,2 euro. "Manteniamo la stima di dividendo a 8 centesimi di euro per le ordinarie, anche se siamo consapevoli che il calo della bottom line alza il payout al 41% e quindi la visibilità del dividendo stesso scende leggermente", avverte Equita, prexisando comunque che Intesa Sanpaolo "rimane la nostra preferita tra le blue chip bancarie" (rating buy).

 

Intesa Sanpaolo ha intanto fissato le guidance preliminari per l'eurobond benchmark biennale in fase di emissione a 140/145 punti base sullo swap. Le banche coinvolte nell'emissione vedono agire in qualità di joint-lead manager Banca Imi, Bank of America Merrill Lynch, Deutsche Bank e Societe Generale. Il libro ordini ha superato il valore di 1,25 miliardi di euro. L'istituto di credito vanta un rating Aa2 per Moody's, A+ per Standard and Poor's e AA- per Fitch.

 
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