 Non si ripetera’ una nuova Lehman Brothers dell’Egeo, almeno nel settore dei mutui. Cosi’, nonostante in queste ore e’ altissima la protesta in Grecia, dove si sta svolgendo lo sciopero generale contro le misure di austerita’, che domani verranno votate dal Parlamento e che costeranno ai cittadini “lacrime e sangue”, gli italiani alle prese con le rate della casa possono tirare un sospiro di sollievo.
Questa situazione e’, di fatto, ben diversa da quanto e’ accaduto nell’autunno del 2008, quando lo tsunami dei mutui americani si abbatte’ sul Vecchio Continente, mandando in tilt il sistema bancario e facendo salire vertiginosamente il costo dei prestiti.
Oggi, invece, proprio a causa della bancarotta greca, la Banca centrale europea non infatti mettere mano alla politica monetaria. Cosi’, non solo Bruxelles deve tenere molto larghi i cordoni della borsa, ma dovra’ far slittare la decisione di ritoccare all’insu’ il costo del denaro, fermo all’1% da quasi un anno.
Quindi, chi si aspettava eventuali indicazioni sulla exit strategy, ovvero sul progressivo ritiro delle misure straordinarie adottate dall’Europa per aumentare la liquidita’ a disposizione del sistema bancario a seguito della crisi, dovra’ aspettare ancora un po’. Per la gioia dei mutuatari.
Tanto che gli economisti prevedono un aumento dei tassi solo a partire dalla prossima primavera e anche le attese dei mercati sull’Euribor indicano una ripresa graduale. Questo tasso interbancario, a cui sono indicizzati i prodotti a rata variabile, resta infatti a un livello decisamente inferiore rispetto a quello del costo del denaro e per il momento non risente degli scossoni greci.
In particolare, l’Euribor a un mese oscilla intorno allo 0,42%, quello a 3 mesi si colloca allo 0,67%, mentre il tasso variabile a 6 mesi e’ battuto allo 0,98%. Valori che da un paio di settimane registrano rialzi quasi impercettibili che, tuttavia, non preoccupano gli analisti. Basta pensare, invece, che nell’ottobre del 2008 - nel pieno della crisi - l’Euribor sali’ del 5% facendo schizzare verso l’alto anche le rate dei prestiti per la casa.
Ma bisogna fare comunque molta attenzione perche’ un Euribor cosi’ basso e’ un’anomalia. Quindi meglio cominciare a mettere in conto un aumento del costo delle rate per non rischiare poi di ritrovarsi in difficolta’ a fine mese.
Un’attenzione che deve essere prestata da migliaia di italiani, dal momento che 8 mutui su dieci richiesti nel 2009 e all’inizio del 2010 sono stati a tasso variabile. Anche se di questi, il 40% e’ con il cap, ossia con un tetto massimo che consente, a fronte di una rata leggermente superiore rispetto al tasso variabile puro, di mettersi al sicuro da aumenti incontrollati dei tassi e quindi da sorprese spiacevoli.
Fonte miaeconomia.it |