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28/04/2010 - Nubi sopra l'Europa

Man mano che in altre aree del mondo arrivano alcuni segnali positivi sul fronte della ripresa, la vecchia Europa sembra entrare in una pericolosa fase di stallo da cui potrebbe non uscire con agilita'.

Gli Usa vedono una decisa ripartenza del Prodotto interno lordo, arrivano alcuni segnali (anche se non coerenti) che lasciano sperare in una virata positiva per l'economia a stelle e strisce, al punto che la banca centrale statunitense potrebbe perfino mettere mano ai tassi di riferimento a settembre.

La Cina ha ripreso a correre a una velocita' tale che le autorita' finanziarie del paese hanno gia' lanciato una serie di misure per raffreddare l'economia che potrebbe essere intrappolata in qualche nuova bolla speculativa.

E poi c'e' l'Europa, al centro delle tensioni finanziarie. Il primo nodo al pettine tra i paesi che aderiscono all'area euro senza dubbio quello dei conti pubblici in forte passivo. E' lo stesso problema degli Usa ma quanto meno dall'altra parte dell'oceano possono ancora offrire un mercato omogeneo dove sbarcare, prospettive interessanti per gli investitori.

In Europa i paesi membri ancora sono costretti a muoversi da soli, non esiste in verita' un mercato coerente da offrire agli investitori, mentre il sistema euro mostra tutti i suoi limiti. La Grecia e' in affanno pesante sui conti pubblici ma le procedure di intervento in aiuto da parte degli altri paesi sono lenti, i piu' forti (vedi Germania) mettono in continuazione nuovi paletti per condizionare i prestiti, mentre i bond di Atene schizzano a livelli folli di rendimento. In ordine sparso altri paesi come Francia, Italia, Spagna e Olanda si dicono pronti a intervenire ma i vertici di Berlino stanno prendendo tempo in un momento in cui proprio il tempo scarseggia.

Il fronte del mercato del lavoro non va molto meglio, oggi un articolo del quotidiano iberico Abc anticipa che in Spagna il tasso di disoccupazione viaggia ormai sopra il 20%, in pratica il paese e' tornato indietro di 13 anni.

Un quadro molto deteriorato, che riguarda ormai un po' tutto il Vecchio Continente, non a caso oggi il videpresidente della Bce, Papademos, dice che "fino al 2012-2013 non ci sara' nessun miglioramento negli squilibri notevoli dei bilanci dei paesi della zona euro".
Non solo, nell'anno in corso il Pil dell'area euro dovrebbe espandersi in modo limitato, mentre solo nel 2011 si dovrebbe vedere un rafforzamento. Certo, Papademos e' greco e ha tutto l'interesse a sottolineare che su 16 paesi dell'euro ben 13 hanno avviato procedure per deficit pubblico eccessivo, ma e' anche vero che il quadro che fa dell'euro e' attendibile.

Fonte miaeconomia.it

 
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