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15/01/2010 - Paesi mediterranei dell' euro a rischio crack

L’Euromediterraneo e’ a rischio crack. Infatti quasi tutti i Paesi della zona Euro che si affacciano sul mare Mediterraneo stanno attraversando una situazione economica o finanziaria estremamente delicata. A dicembre la Grecia come regalo di Natale ha subito un downgrade sul debito da A1 ad A2 da parte di Moody’s. Il Portogallo, che si affaccia sull’Atlantico ma e’ parte integrante della penisola iberica bagnata a sud dal Mediterraneo, ha ricevuto sempre da Moody’s una valutazione negativa sul debito che ha un rating Aa2. Neanche la Spagna si salva, con un rapporto deficit/Pil in libera uscita, un prodotto interno lordo in caduta libera e un livello di disoccupazione tra i piu' alti, se non il maggiore dei 16 paesi dell’euro, e che sfiora il 20%.

La Grecia ha in casa in questi giorni il Fondo Monetario Internazionale per consigliare il Governo sulla riforma fiscale e previdenziale e sulle misure di controllo del bilancio. Nessun aiuto monetario, escluso da Primo ministro e nessuna fuga dall’euro. Per risanare il debito pubblico il Governo greco inizia punta su riforme drastiche e nell’immediato pensa a fare cassa aumentando le imposte su alcolici e tabacco. Rimane il differenziale tra i titoli obbligazionari decennali greci e quelli tedeschi (il bund), che e’ sui massimi, a 258 punti.

Nella penisola iberica non stanno meglio Portogallo e Spagna. Lisbona rimane un sorvegliato speciale insieme alla Grecia. A ottobre Moody's ha portato da stabile a negativo l'outlook sul Portogallo, sulla falsariga dell'analoga decisione di Fitch il mese precedente, mentre Standard&Poor's ha posto il mese scorso il Paese sotto osservazione. Moody's potrebbe optare per una bocciatura del rating sovrano se Lisbona non mette a punto misure credibili per il controllo del deficit. Dopo il 2,8% del 2008, il disavanzo pubblico portoghese dovrebbe aver raggiunto l'anno scorso l'8% del prodotto interno lordo.

Sotto osservazione anche i conti iberici. Standard&Poor’s ha anche annunciato di aver ridotto da stabile a negativo l’outlook sul rating di Madrid, facendo presupporre futuri eventuali declassamenti, ma ha confermato il rating AA+ di lungo termine. La riduzione dell’outlook e’ dovuta, secondo gli analisti dell’agenzia americana, dalle attese di una piu’ bassa crescita del Pil e di deficit fiscali elevati nel medio termine. Non a caso dal 29 gennaio parte il piano di austerita’. L'obiettivo e’ riportare il rapporto deficit-pil entro il limite del 3%. Il rapporto deficit-Pil a novembre 2009, l'ultimo dato disponibile, ha raggiunto il 6,8%. Per quest’anno, potrebbe arrivare all'8,1%.

Fonte Miaeconomia.it

 

 
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