 Dovendo investire, gli italiani continuano a preferire il mattone. Il bene immobile resta, infatti, quello “ideale” per il 54%, un dato costante negli ultimi tre anni. Anche se - secondo l’indagine realizzata con l’istituto di ricerca Ipsos sulle famiglie e il risparmio - e’ da registrare la forte crescita di questa preferenza nel Nord Est e il decremento nel Nord Ovest.
Una passione, questa che hanno gli italiani per la casa, dal forte fondamento. Nei proprietari risulta, infatti, incrollabile la convinzione che gli immobili siano l’investimento piu’ sicuro nonostante la crisi e il recente scoppio della bolla di questo mercato.
Molte le frecce che il mattone ha, quindi, nel proprio arco. Anche se restano pesanti le conseguenze dello tsunami che si e’ abbattuto sul mercato.
In primis, c’e’ il fattore prezzi. Detto, infatti, che una diminuzione delle quotazioni c’e’ stata, e’ pur vero che e’ avvenuta troppo lentamente rispetto a quella degli altri Paesi.
Cosi’, se da una parte chi decide di vendere non ha nessuna intenzione di limare il prezzo, chi acquista ritarda nell’investimento con la speranza di veder scendere l’importo.
Un meccanismo che non fa altro che allungare i tempi della compravendita nelle grandi metropoli, nei capoluoghi di provincia e nell’hinterland delle grandi citta’.
A snocciolare questi dati e’ stata un’analisi realizzata dall’Ufficio Studi Tecnocasa che ha preso in esame il periodo che va da luglio 2010 a ottobre 2010.
Numeri alla mano, nelle grandi citta’ le tempistiche di vendita si attestano intorno a 171 giorni contro i 154 giorni registrati tre mesi fa.
Ma il report ha considerato anche i tempi di vendita nell’hinterland e nei capoluoghi di provincia, sottolineando che se quest’ultimi registrano una media di 195 giorni contro i 181 di luglio, nei Comuni dell’hinterland delle grandi citta’ si raggiungono 203 giorni contro 184 giorni.
Nello specifico, comunque, nelle realta’ metropolitane i tempi di vendita, anche se in aumento, sono piu’ brevi rispetto alle altre, grazie ad un maggior dinamismo del mercato. Palermo e Verona sono le citta’ i cui tempi di vendita sono maggiori con 201 giorni e 202 giorni. Mentre tra i comuni dell’hinterland la tempistica maggiore si registra nella province di Verona (243 giorni) , Bologna (226 giorni) e Bari (221 giorni).
Un dato e’, comunque, palese. Nonostante ci voglia molto piu’ tempo per portare a termine l’acquisto e dopo tre anni di contrazione, le compravendite delle abitazioni sono tornate ad aumentare: +4,2% su base annua nel primo trimestre del 2010 e +4,5% nel secondo.
Nello specifico, secondo l’Osservatorio sul mercato immobiliare dell’agenzia del Territorio, a registrare gli incrementi maggiori sono soprattutto le compravendite di case nel Centro, dove si e’ registrato un +11,6%. Bene anche il Sud, con una crescita annua pari a +6,9%.
Decisamente spento il trend al Nord, con un modesto +0,5%. Si tratta di una crescita addirittura inferiore a quella registrata nello scorso trimestre, quando si tocco’ il +2,7%.
Per quanto riguarda, infine, il fattore prezzi, l’Osservatorio evidenzia una stabilita’ dei listini delle case. Nello specifico, nel primo trimestre 2010 il valore medio nazionale delle abitazioni, per unita’ di superficie commerciale, e’ rimasto fermo a 1.574 euro al metro quadrato. I prezzi risultano stabili sia nei capoluoghi (2.273 euro al metro quadro, -0,2% rispetto al secondo semestre 2009) che nei Comuni minori (1.311 euro al metro quadro).
Fonte Miaeconomia.it
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