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14/12/2010 - Per i lavoratori 4 miliardi in meno

Il 2010 sta assumendo i contorni di una catastrofe per il mondo del lavoro italiano. I dati sulla disoccupazione peggiorano di mese in mese, anche se il dato ufficiale si mostra meno pesante del previsto per il semplice fatto che tantissime aziende invece di licenziare stanno usando la Cassa integrazione per parcheggiare i propri dipendenti.

Che intanto fanno una vita pesantissima. Già, perché secondo i dati Inps, elaborati dall’Osservatorio CIG del dipartimento Settori produttivi della CGIL, da gennaio a novembre sono state autorizzate 1,2 miliardi di ore di cassa. Il risultato è che i circa 600mila lavoratori colpiti si sono trovati in media circa 7.500 euro di reddito in meno, per un totale di oltre 4 miliardi.

Non a caso il rapporto Cgil parla di una situazione economica insostenibile con delle brutte prospettive. Infatti è vero che su base mensile a novembre la richiesta di ore è stata pari a 90.705.038 - per un calo congiunturale del 10% - ma da inizio anno l'incremento sullo stesso periodo del 2009 è del 37,8%, per un totale di ore pari a 1.117.184.693.

Non solo, sul totale delle ore si registra una progressiva diminuzione degli strumenti ordinari mentre la cassa in deroga (CIGd) copre una fetta rilevante del totale monte ore. Tradotto, gli aiuti pubblici stanno poco alla volta arrivando alla scadenza e le imprese attingono dai fondi straordinari. Da qui il sindacato torna a porre la questione del finanziamento della Cassa in deroga.

"Per l’anno in corso - spiega infatti il segretario confederale, Vincenzo Scudiere - sono molti i lavoratori che non ricevono il contributo economico nei tempi previsti e lo stanziamento autorizzato per il prossimo potrebbe non coprire i costi visto che le ore di CIGd sono aumentate del 248,8% mentre lo stanziamento riflette la stessa cifra del 2009”. Per il sindacalista “il 2010 è stato l'anno in cui lavoratori e imprese hanno raschiato il fondo del barile e le prospettive, senza scelte di politica economica e industriale, non sono positive. Il governo - spiega Scudiere - continua a non scegliere e a subire decisioni, come quelle della Fiat, senza individuare settori e politiche d'intervento”.

Fonte Miaeconomia.it

 
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