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07/09/2010 - Perche' il dollaro e' destinato a indebolirsi

Lo stop della Borsa americana di ieri ha permesso agli operatori di raccogliere le idee e di analizzare a mente fredda gli ultimi dati macroeconomici riguardanti l’economia a stelle e strisce, in particolare quelli sul lavoro. Ieri, casualita’, Wall Street e’ rimasta chiusa per la festa del Labour Day, il nostro 1° maggio e sono proprio i dati occupazionali che piu’ preoccupano la Casa Bianca e la Federal Reserve (Fed).

I dati sull’occupazione ad agosto pubblicati venerdi’ hanno suscitato entusiasmo e hanno spinto la Borsa Usa a una chiusura oltre il punto percentuale di ralzo. Ma a leggere bene i dati questi non sono particolarmente brillanti, anzi, peggiori di quelli precedenti e solo migliori delle attese pessimistiche. La disoccupazione americana e’ salita al 9,6%, dal 9,5% di luglio e da oltre 16 mesi e’ sopra la soglia del 9%. Le previsioni non sono incoraggianti e danno un tasso di disoccupazione al 10% entro la fine dell’anno, valori che non si toccavano dalla recessione del 1981.

Obama non e’ riuscito fino adesso a fare ripartire il mercato del lavoro nonostante un pacchetto di stimolo da quasi 800 miliardi e tra 2 mesi ci sono le elezioni del Mid Term che potrebbero mandare il partito del presidente, quello Democratico, in minoranza, alla Camera e al Senato mettendo cosi’ in difficolta’ la Casa Bianca per i prossimi due anni. Cosi’ si affaccia l’ipotesi di un nuovo pacchetto di stimolo di sgravi fiscali alle aziende per convincerle ad assumere. Inoltre a fine anno scadono gli sgravi fiscali voluti da Bush e anche in questo caso alla Casa Bianca si starebbe pensando a un rinnovo.

Il problema a questo punto diventerebbe il deficit pubblico americano, che oramai sfiora i 1.500 miliardi di dollari. Per l'anno fiscale 2010 il Cbo, un organismo indipendente incaricato dal Governo americano di fornire analisi economiche ai parlamentari, prevede un deficit federale di 1.340 miliardi di dollari circa pari al 9% del Pil; a questo punto la stima appare superata e a fine 2010 il rapporto deficit/pil americano potrebbe sfiorare il 10%. Con inevitabile debolezza del dollaro.

Fonte Miaeconomia.it

 

 
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