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27/09/2010 - Piace il prestito per i neonati

Diventare genitori mette di fronte a importanti scelte, soprattutto economiche. I neo mamma e papa’ devono, infatti, sempre fare i conti con numerose spese legate alla nascita e all’assistenza dei nuovi figli.
Una situazione che negli ultimi mesi e’ diventata sempre piu’ complicata, a causa della crisi. Ecco perche’ lo scorso novembre e’ stato firmato un protocollo d’intesa tra l’Associazione bancaria italiana e il Dipartimento per le Politiche della famiglia presso la Presidenza del Consiglio che dall’inizio dell’anno ha previsto l’istituzione di un fondo di garanzia per favorire l’accesso al credito delle famiglie, con un figlio nato o adottato negli anni 2009, 2010 e 2011, attraverso il rilascio di garanzie a copertura del 50% dei finanziamenti erogati.
Non si tratta, comunque, di un bonus ma di operazioni di prestito effettuate dalle banche e garantite dal fondo fino ad un massimo del 75% dell’eventuale insolvenza, tramite un apposito stanziamento di 25 milioni di euro.
Le banche, in particolare, erogano prestiti fino a 5.000 euro da restituire in cinque anni a un tasso fissato al 4,8%. Percentuale che scende allo 0,50% nel caso di famiglie con bambini affetti da malattie rare.
Numeri alla mano, ipotizzando un piano di rientro spalmato su 60 rate mensili, per un prestito di 5mila euro, si pagheranno poco piu’ 94 euro al mese. Per 4mila euro, la spesa scende a 75 euro, fino ad arrivare a poco meno di 19 euro, per un finanziamento di mille euro.
E ora, a distanza di sei mesi dall’attivazione del fondo, arrivano anche i numeri dell’iniziativa. “A fine agosto - si legge in una nota dell’Abi - ammontano a 35,8 milioni di euro i finanziamenti agevolati erogati dalle banche italiane a favore della famiglie con nuovi nati o adottati nel corso del 2009. Complessivamente si tratta di 7.307 pratiche gestite dagli sportelli bancari sul territorio.
E sempre in tema di figli piccoli meglio ricordare anche l’ultima proposta politica bipartisan all’esame della commissione Lavoro di palazzo Madama che ha avviato il dibattito sui disegni di legge del senatore del Pdl Pasquale Giuliano e del suo collega del Pd Massimo Livi Bacci: istituire un conto corrente per i neonati.
Ma se l’oggetto e’ chiaro, i distinguo da parte degli schieramenti sono numerosi.
Il provvedimento presentato dal Pdl prevede infatti un contributo iniziale di 2.500 euro di cui possono beneficiare le famiglie il cui reddito complessivo non superi i 45mila euro annui. Il libretto, amministrato da Poste italiane, consente ulteriori versamenti sui quali maturano interessi a tasso allineato a quello netto dei Buoni del tesoro poliennali (Btp) a cinque anni, incrementati sulla parte capitale fino a 20mila euro.
Mentre la proposta del Pd prevede che il Fondo di sostegno per i neonati (insieme ad una dotazione di capitale per i giovani) sia istituito presso l’Inps e che ai nati sul territorio nazionale sia intestato un conto individuale vincolato alimentato da un contributo statale che non puo’ superare i 1.000 euro l’anno e da contributi di familiari e di altri soggetti privati.
In questo caso l’importo e’ decrescente al crescere delle risorse economiche familiari e al compimento del diciottesimo anno l’intestatario del conto puo’ decidere se acquistare o meno la piena disponibilita’ del capitale maturato fino a quel momento. Capitale che entro il venticinquesimo anno potra’ essere investito per progetti di formazione o per l’avvio di attivita’ professionali e imprenditoriali, con la possibilita’ di ottenere dalle banche o da altri intermediari finanziari un prestito di autonomia da restituire entro 15 anni.

Fonte Miaeconomia.it

 
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