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22/12/2010 - Quando la casa e' tutto

Debiti per chi guadagna poco e tanti capitali in mano a pochi. Questa la fotografia scattata dalla Banca d’Italia nel suo bollettino statistico “La ricchezza delle famiglie italiane” con dati riferiti al 2008, anno che segna l’inizio della crisi finanziaria planetaria.
Si tratta, quindi, di un Paese spaccato in due in cui il 45% della ricchezza complessiva e’ nelle mani del 10% delle famiglie. In particolare, il patrimonio lordo e’ stimabile in quasi 9.500 miliardi di euro e quello netto in 8.600 miliardi, corrispondenti a circa 350mila euro in media per famiglia.
Un mucchio di quattrini che arrivano per il 62,3% dalle attivita’ reali, mentre il restante 37,7% dalle attivita’ finanziarie, con le passivita’ finanziarie che costituiscono il 9,1% delle attivita’ complessive.
Detto che la ricchezza netta complessiva e’ aumentata tra la fine del 2008 e la fine del 2009 di circa l’1,1%, va invece sottolineato che nel primo semestre del 2010, sempre secondo Bankitalia, il patrimonio netto delle famiglie e’ diminuita dello 0,3% in termini nominali, tornando ai livelli del 2005.
Un calo che, tuttavia, non intacca il confronto internazionale da cui emerge chiaramente che l’Italia si piazza tra i paesi piu’ ricchi al mondo. A fine 2008, infatti, la ricchezza netta delle famiglie era pari a 7,8 volte il reddito disponibile lordo, in linea con quello della Francia (7,5) e del Regno Unito (7,7), lievemente superiore a quello del Giappone (7), e significativamente superiore a quello del Canada (5,4) e degli Stati Uniti (4,8).
Ma le famiglie italiane sono sensibilmente in ritardo per quanto riguarda le attivita’ finanziarie: esse, nel 2008, risultavano pari a oltre 3 volte il reddito disponibile, un rapporto inferiore a quello di Usa e regno Unito (rispettivamente 3,88 e 4,24) ma superiore a quello di Germania e Francia (2,83 e 2,85).
Un’insperata ricchezza che si ritrova in un fattore preciso: il mattone. E’, infatti, l’abitazione la voce di maggior benessere per le famiglie italiane, rappresentando un valore pari a 4.667,4 miliardi di euro, poco piu’ della meta’ del valore complessivo della ricchezza (9.088,9 miliardi di euro), vale a dire circa 196mila euro a famiglia.
In termini reali, la variazione della ricchezza in abitazioni rispetto al 2008 e’ risultata pari a circa lo 0,4%. Secondo i dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia del Territorio, durante la prima meta’ del 2010 i prezzi degli immobili sono risultati sostanzialmente stabili rispetto alla fine del 2009. Sulla base di queste e di altre informazioni, si ipotizza un incremento del valore della ricchezza in abitazioni per il primo semestre del 2010 inferiore all’1%.
Sempre dal confronto internazionale la Banca d’Italia ha evidenziato che le famiglie italiane risultano poco indebitate. Tanto che alla fine del 2008 l’ammontare dei debiti era stato pari al 78% del reddito disponibile lordo: in Germania e in Francia esso risultava pari a circa del 100%, negli Stati Uniti e in Giappone al 130%. Il 41% dei debiti delle famiglie italiane e’, quindi, rappresentato dai mutui per l’acquisto della casa. I numeri confermano anche che la poverta’ e’ in lenta e graduale crescita e che tra il 2007 e il 2008 la ricchezza e’ calata del 3,5% a prezzi correnti, e del 6,5% a prezzi costanti.
E’, infine, proseguita nel 2009 la fuga delle famiglie dai titoli di stato complici, probabilmente i bassi tassi di interesse. Secondo il rapporto della Banca d’Italia “nel 2009 e’ proseguita la ricomposizione dei portafogli delle famiglie verso forme di investimento piu’ liquide, quali i depositi in conto corrente e il risparmio postale, le cui quote di ricchezza finanziaria sono cresciute rispettivamente dell’1,4% e dell 0,3%”.

Fonte Miaeconomia.it

 
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