 Cambieranno i tempi ma vivere in modo precario stanca e non poco. Lo confermano i dati di una indagine messa a punto da Confcommercio in occasione del Forum dei giovani imprenditori, che si è tenuto a Venezia. Ebbene, i ragazzi intervistati si dicono ottimisti sul loro futuro e il 50% di loro spera di trovare un giorno una occupazione stabile, il più classico dei posti fissi.
L'ottimismo è confermato da un 60% che ritiene che “entro i 30 anni riuscirà a svolgere il lavoro che gli piace, quello per il quale ha studiato”. Gli under 30 pensano che entro pochi anni riusciranno a raggiungere “uno status sociale migliore rispetto a quello della propria famiglia di origine, un lavoro di maggiore prestigio, a guadagnare di più rispetto a quanto non guadagnassero i propri genitori”.
Piu' di un quarto (il 26,5%), al contrario, “non sa se e quando riuscirà ad affermarsi nel lavoro e nella professione a cui aspira. Un dato che indica un disagio giovanile certamente da non sottovalutare ma, comunque, meno ampio rispetto al modo con il quale viene spesso dimensionato e dipinto”, spiega la ricerca.
L’ottimismo per il futuro si riflette anche in una speranza, il 46,2% aspira infatti a un posto fisso, mentre un altro 37,7% sarebbe contento di svolgere un lavoro autonomo, il 28,5% spera di poter soddisfare le proprie aspettative e di realizzare il suo sogno lavorativo.
A conti fatti, però, diventare imprenditore non è esattamente un desiderio diffuso, appena "il 16% dei giovani, tra quelli che non sono ancora imprenditori, desidererebbe aprire una propria impresa entro i prossimi cinque anni", dice la ricerca. Tra i principali motivi per cui non si intende dar vita ad una propria impresa, la stragrande maggioranza dei giovani indica al primo posto la mancanza di un’idea imprenditoriale (61,6%); molto meno sembrano incidere la mancanza di risorse finanziarie (15,6%) o il timore di mettersi in gioco (13,6%); ancora meno, ed è l’ultima delle motivazioni, l’incertezza economica del Paese (2,1%).
Da notare, dice ancora lo studio elaborato dalla Confcommercio, che i giovani italiani hanno in mente in modo chiarissimo il desiderio di lasciare la casa dei genitori, visto che il 45% vuole avere una vita autonoma entro i 30 anni di età. Sempre che riescano a trovare un lavoro fisso.
Fonte Miaeconomia.it
|