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25/08/2010 - Troppa austerita' puo' far male

Tagli qui e taglia la', alla fine non rimane piu' nulla. E' il succo di quanto detto dagli analisti dell'agenzia di rating Moody's, che lanciano un allarme non nuovissimo. A forza di tagli alla spesa pubblica i paesi dell'area euro impegnati a raddrizzare il deficit alla fine potrebbero ottenere risultati del tutto diversi, come la fine della crescita.

Con il paradosso, spiega Moody's, che alla fine accadrebbe esattamente quello che i governi europei volevano evitare: il taglio del rating sui loro conti pubblici. Il rischio, a forza di tagliare, sarebbe solo quello di mettere in moto un circolo vizioso che potrebbe fare danni piuttosto pesanti al Vecchio Continente.

Lo schema sembra un irrazionale ma non lo e', tagli pesanti alla spesa sottraggono risorse all'economia e si abbattono sull'occupazione, da qui sulle imprese, ma meno ricchezza significa meno entrate fiscali, per cui il problema potrebbe addirittura ripresentarsi in continuazione.

Il punto è che i progetti di austerita' sono di lunga durata e quindi si faranno sentire in modo pesante, mentre in parallelo la reazione alla recessione di banche, imprese e famiglie è stato quello di tagliare i debiti.

Ovvero abbattere gli investimenti e le spese, ma e' una mossa che potrebbe alla fine sottrarre alle economie tra l'1 e l'1,5% del Prodotto interno lordo. Non a caso alcuni tra i massimi economisti mondiali stanno rilanciando l'allarme, ieri e' stato il turno del premio Nobel, Joseph Stiglitz, che ha detto che le economie dell'euro sono a rischio doppia recessione e che la mania di voler rispettare i parametri di Maastricht (ad esempio il limite di un disavanzo al massimo al 3% del Pil) finira' per essere un danno serio.

Fonte Miaeocnomia.it

 
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