 Nel 2009 gli italiani hanno tirato la cinghia. Lo certifica, nero su bianco, l’Istat che ha pubblicato uno studio ad hoc sui consumi. E, per la prima volta in 10 anni, lo scorso anno - quello della crisi economica - la spesa mensile delle famiglie italiane e’ scesa dell’1,7%, non raggiungendo nenache i 2.500 euro. Tanto che l’Istituto di statistica parla di un calo “alquanto signifcativo”.
Nel BelPaese, una volta tagliate tutte le uscite non indispensabili, si e’ arrivati cosi’ a mettere mano nel carrello della spesa comprando meno cibo e di minore qualita’. Il valore del calo e’ stato, infatti, del 3%, pari a 461 euro in meno rispetto al 2008.
La voce corposa che, invece, non e’ stata possibile ritoccare e’ quella legata al capitolo casa: tanto che secondo l’Istat un terzo delle entrate se ne va per mutuo o affitto. Numeri alla mano si tratta del 33,5% del 2009 contro il 32,1% del 2008.
Va, infatti, ricordato che tra le famiglie che vivono in abitazione di proprieta’ (il 74% del totale), il 15,9% paga un mutuo, contro il 16,3% del 2008. Si tratta, in particolare, di circa 2,902 milioni di famiglie che ogni mese devono mettere in conto un’uscita media di 510 (erano 465 euro nel 2008).
Ma dal punto di vista geografico il Nord, a seguito dell’incremento piu’ elevato, mostra il valore assoluto piu’ alto della spesa, con valori medi mensili pari a 530 euro.
Per quanto riguarda, invece, la quota di famiglie che occupano un’abitazione in affitto - spiega ancora l’Istat - questa percentuale si attesta al 17,1%, come nel 2008. Mentre era il 17,2% nel 2007 e il 17,7% nel 2006.
Ma secondo la ricerca, questa stabilita’ e’ l’effetto di andamenti contrapposti a livello territoriale: nel Nord la quota continua a scendere (dal 18,0% al 16,9%), mentre aumenta nel Centro e nel Mezzogiorno (dal 14,3% al 16,0% e dal 17,6% al 18,2% rispettivamente).
Cosi’, nel 2009, la spesa media effettiva per il canone locativo e’ stata pari a 372 euro e varia tra i 447 euro delle Regioni del Centro e i 295 euro del Mezzogiorno, dove si osserva comunque l’incremento maggiore rispetto all’anno precedente.
Un indebitamento per la casa che va di pari passo a quello richiesto per le altre spese importanti o meno di tutti i giorni, come il nuovo pc, il televisore, la vacanza estiva o le fatture del dentista. Acquisti che gli italiani hanno imparato a comprare a rate e che, in pochi anni, hanno aumentato la richiesta di credito al consumo. Anche se per il direttore generale del Tesoro, Vittorio Grilli, questa corsa al "compra oggi e paga domani" delle famiglie italiane resta comunque contenuta, anche perché a causa della crisi ha subito un’importante battuta d’arresto.
Nel corso di un’audizione in commissione Finanze alla Camera, nell’ambito dell’esame dello schema di decreto legislativo per il recepimento della direttiva Ue sul credito al consumo, il dirigente del Tesoro ha altresi' spiegato che “nell’ultimo decennio si e' registrata una marcata crescita nell’indebitamento delle famiglie, incluso quello per l’abitazione, che ha portato nel 2008 il rapporto con il reddito disponibile al 60%, il doppio di inizio decennio, quando si situava al 30%”.
Per Grilli, comunque “la situazione delle famiglie italiane non e' mutata rispetto al resto del mondo: la posizione dell’Italia e' infatti ampiamente al di sotto di quella dei Paesi a noi comparabili e alla media dell’area dell’euro, dove tocca il 93%”.
Fonte miaeconomia.it |