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20/07/2010 - Usa, torna lo spettro della deflazione

Negli Usa adesso torna la paura della deflazione ossia il pericolo dei prezzi in calo. Evento che di solito accade in tempi di recessione o di stagnazione economica. Il timore e’ stato alimentato dal dato sui prezzi al dettaglio scesi per il terzo mese di fila, fattore che ha riportato i dubbi sulle crescita economica americana, che sembra faticare piu’ del previsto. Non a caso nell’ultima seduta della scorsa settimana la Borsa americana e’ calata pesantemente, condizionata da queste paure, trascinandosi con se' anche il prezzo del petrolio e quello dell’oro.

Ma anche i rendimenti dei titoli di stato americani a tasso fisso sono tornati a scendere, ulteriore segnale che in genere accompagna il materializzarsi della deflazione. In particolare i rendimenti del Treasury decennali, una sorta di nostri Btp, sono scesi al rendimento del 2,9%, il valore piu’ basso degli ultimi 15 mesi mentre il T-Bond a due anni rende poco meno dello 0,6%, valore mai raggiunto in passato.

Il movimento dei rendimenti reali di mercato anticipa in qualche modo quello che e’ il sentiment degli operatori per il futuro. In questo momento la sensazione del mercato e’ che la Fed non alzera’ i tassi di interesse non solo per quest’anno, ma probabilmente neanche per il prossimo. Ipotesi che viene in parte suffragata dalle riflessioni dei membri del board che emergono dalla pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione della Banca Centrale Usa.

L’economia Usa sembra una macchina che sta esaurendo la forza di una precedente spinta e che si sta lentamente fermando. La spinta e’ stata data all’economia dagli incentivi a pioggia, quasi 800 miliardi, distribuiti da una parte per salvare il sistema finanziario e dall’altra per fare ripartire la ripresa. Ma la' dove gli incentivi sono esauriti, la macchina si e’ fermata. Per esempio nel mercato immobiliare, che qualche mese fa ha esaurito le agevolazioni fiscali e che da allora, continua a peggiorare (a luglio l’indice della National Association of Home Builders, che misura dell'umore del settore, e’ sceso di due punti a 14, minimo da aprile 2009).

A settembre termineranno gli ultimi incentivi statali ancora in vigore in alcuni settori e gia’ da qualche mese l’Amministrazione americana sta spingendo sul congresso perche’ si vari una ulteriore manovra di sostegno alla crescita attraverso una nuova iniezione di fondi in autunno da 100 miliardi.

Fonte Miaeocnomia.it

 

 
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