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23/02/2011 - Wall Street cerca di resistere, ma alla fine cede ai ribassisti

E’ arrivato un ottimo dato per quanto riguarda la fiducia dei consumatori, aumentata dal precedente 64,8 all’attuale 70,4 quindi ben più di quanto atteso dagli analisti (67 punti).
Oggi, però, non poteva essere un dato macro, per quanto decisamente favorevole a cambiare le sorti della giornata a Wall Street.
Sorti che erano già segnate dalla seduta del giorno precedente in Europa e dalle notizie sempre più drammatiche provenienti dalla Libia.
Nelle prime ore di contrattazione gli indici riuscivano a mantenere i ribassi entro limiti accettabili, ma con il trascorrere delle ore i cali si sono fatti sempre più accentuati fino ad arrivare ad una chiusura sui minimi, per il Dow Jones (notizie) (-1,4%) la perdita è rimasta tutto sommato contenuta. Lo S&P500 (-2,00%) e soprattutto il Nasdaq (NASDAQ: notizie) (-2,7%) invece sono stati subissati dalle vendite e soprattutto l’indice tecnologico ha stabilito un primato negativo, nessuno fra i 100 titoli a maggior capitalizzazione ha terminato con un rialzo, solo frecce rosse.

 

Sul Dow Jones si salvano Kraft (+1,8%) e i due petroliferi Chevron (Amsterdam: CHTEX.AS - notizie) (+1,6%) e Exxon (+1,1%). Tra gli altri spiccano i ribassi di Alcoa (Hannover: 850206 - notizie) (-4,3%) e delle banche, JP Morgan (-4,2%) e Bank of America (NYSE: IKJ - notizie) (-3,9%). 

 

Forti ribassi anche per Caterpillar (-3,6%), Wal Mart (NYSE: WMT - notizie) (-3,1%) il cui aumento dei ricavi nell’ultimo trimestre è stato inferiore alle previsioni, e General Electric (NYSE: GE-PA - notizie) (-2,9%) che può essere considerato l’emblema della disfatta odierna.

 

Sullo S&P500 guadagni risicati per Exelon (Amburgo: PEO.HM - notizie) (+0,5%), Unitedhealth (+0,3%) e Philip Morris (+0,2%).

 

Forti prese di beneficio hanno interessato Fedex (Amburgo: FDX.HM - notizie) (-5,0%) ed il comparto bancario, Regions Financials (-5,3%), Morgan Stanley (DWDF.EX - notizie) (-4,7%), Citigroup (NYSE: C - notizie) (-4,5%). Ed ancora Occidental Petroleum (Dusseldorf: 958611.DU - notizie) (-4,9%), Freeport McMoran (Stoccarda: 896476 - notizie) (-4,8%) e Weyerhaeuser (-4,5%).

 

Sul Nasdaq, come anticipato, non possiamo parlare di titoli in rialzo, tra i maggiori ribassi Expeditors Int. (-10,6%) con una seduta da paura, iniziata a 53,30 dollari e finita a 49,04 dollari.

 

A seguire una serie di forti prese di beneficio hanno interessato Nvidia (Xetra: 918422 - notizie) (-9,4%), Micron Technology (Dusseldorf: 951691.DU - notizie) (-6,7%), Netflix (-5,9%), News Corp (-5,5%) e Baidu (-5,1%). 

 

Insomma, avete capito, non possiamo parlare di un bagno di sangue per rispetto nei confronti delle persone realmente morte in questi giorni per le strade di diverse città nordafricane, ma rimane comunque una giornata da dimenticare al più presto.

 

Non sarà facile, non è infatti agevole calcolare le ripercussioni delle rivolte dei Paesi islamici, soprattutto per quanto riguarda il prezzo del petrolio, e le sue ricadute sull’inflazione, ma certamente ci sono segnali, dall’economia reale, se non propriamente positivi, perlomeno incoraggianti.

 
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