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14/11/2010 - Wall Street traballa per la Banca cinese

Per Wall Street quella di venerdì è stata un’altra seduta negativa, condizionata dalle incertezze sulla crescita economica. A pesare sull’esito finale degli scambi è stata la decisione delle Banca Centrale cinese di aumentare il tasso di riserva obbligatorio delle principali banche del paese di 50 punti base per frenare il surriscaldamento dell’economia e la crescita dell'inflazione che rischia di andare fuori controllo. Il timore degli operatori è che un ulteriore manovra monetaria restrittiva possa frenare bruscamente la crescita dell’economia cinese e fare calare la domanda di materie prime. Non a caso venerdì c’è stato un generale abbassamento dei prezzi delle principali commodity.

E alla Borsa Usa non sono bastati neanche i dati macroeconomici positivi in particolare l'indice preliminare della fiducia dei consumatori Usa dell’Università del Michigan, che è salito oltre le attese. Alla fine degli scambi il Dow Jones ha accusato un calo dello 0,8% a 11.192 punti, l’S&P500 ha ceduto l’1,2% a 1.199 punti e il Nasdaq ha chiuso in calo dell’1,4% a 2.518 punti

Fonte Miaeconomia.it

 
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